Sicilia

L’allarme di Mattarella: italiani aggrediti da prezzi e salari fermi

Appena otto giorni fa, alla cerimonia per le Stelle al Merito del Lavoro, aveva chiamato l’Europa a difendere «un’appropriata dinamica salariale». A distanza ravvicinata, Sergio Mattarella torna a toccare uno dei nervi scoperti dell’economia italiana, che rischia di pesare anche sul futuro del Paese: stipendi che non tengono il passo, prezzi che erodono i risparmi e famiglie alle prese con un’incertezza crescente.

«Conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini», ha avvertito il capo dello Stato nel suo messaggio alla Giornata del Risparmio, consegnando un nuovo monito che – a pochi giorni dal varo della manovra da circa 26 miliardi di euro – incrocia il malessere delle piazze, attraversate dai cortei contro la guerra e il caro-vita. Tra i cartelli che punteggiano le manifestazioni, anche un eloquente ‘Giù le mani dai salarì. Il capo dello Stato richiama un principio scolpito nella Costituzione: il valore collettivo della ricchezza che i cittadini riescono ad accantonare.

«Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo», ha ricordato, facendo riferimento all’articolo 47 della Carta. Una tutela da garantire anche di fronte a mercati in continua evoluzione e sempre più esposti a logiche di profitto a breve termine. «Nuovi strumenti finanziari si sono affacciati e, tuttavia, il loro funzionamento è chiamato a obbedire agli stessi precetti, per proteggere le famiglie, valorizzando i proventi del lavoro che riescono a mettere da parte, canalizzando i risparmi verso investimenti sicuri e produttivi», ha sottolineato il presidente, allargando ancora una volta lo sguardo a una delle grandi sfide comunitarie. «Una piena integrazione europea si presenta, anche in questo ambito, come lo strumento di difesa migliore contro la finanza meramente speculativa», ha osservato.

Una riflessione che tocca una delle grandi questioni irrisolte dell’Ue, al centro anche dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta: la frammentazione del «mercato unico» e la difficoltà di trasformare il risparmio «a lungo termine» in una leva per la crescita. Tutti ostacoli che, ha avvertito, «dirottano altrove ingenti risorse e frenano investimenti che potrebbero, invece, rendere più forti le nostre società». La posta in gioco, per «i popoli del continente», va dunque ben oltre la difesa dei risparmi: è la capacità di «salvaguardare e promuovere i valori della propria civiltà». Con lo sguardo rivolto soprattutto alle nuove generazioni, alle quali il capo dello Stato riserva da sempre un’attenzione particolare.

Ai giovani, aveva evidenziato la settimana scorsa, «va data fiducia, ampiamente e concretamente».


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