Lagaccio, Ferrante e Cosso contro Piciocchi: “Mai esistito un progetto di riqualificazione”

Genova. “Ho interpellato tutti i dirigenti, non è mai esistita una scheda Lagaccio. Questi fondi sono legati alla mobilità sostenibile: per spendere al Lagaccio quei 2 milioni bisognava fare una pista ciclopedonale e con quello che rimaneva si potevano allargare un po’ i marciapiedi”. Lo spiega l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante replicando all’ex vicesindaco Pietro Piciocchi che ha parlato di “schiaffo” al quartiere per il dirottamento di risorse sulla Darsena.
Si tratta di finanziamenti Pon-Metro che, secondo il capogruppo di Vince Genova, erano stati allocati per il progetto di trasformazione di via del Lagaccio: “Non era un’invenzione estemporanea ma l’esito di un percorso partecipato serio e approfondito, portato avanti insieme ai comitati e alle associazioni del territorio e coordinato dall’Università di Genova”.
Ferrante però nega che quei soldi potessero essere spesi per riqualificare il Lagaccio: “Questa era una cosa che si diceva a voce ai cittadini per indorare la pillola sulla funivia. Il problema di via del Lagaccio è idraulico, se allarghi la strada devi toccare i sottoservizi. Con 2 milioni si può realizzare ben poco. Invece, con la scusa di prolungare in Darsena la pista ciclabile del Porto Antico, possiamo mettere l’illuminazione, le telecamere, le aree gioco e riqualificare tutta l’area, come è stato fatto in corso Italia”.
Sul futuro del Lagaccio, quando ancora era in piedi il progetto originario della funivia, Piciocchi aveva presentato una sorta di masterplan con diverse idee per cambiare il volto del quartiere: non solo l’allargamento della strada che sale fino al ponte Don Acciai, ma anche marciapiedi più larghi, ascensori, nuovi parcheggi e servizi. La stima di questi interventi ammontava a 15-20 milioni di euro, mai finanziati.
Ferrante invece è intenzionato a riprendere idee già vagliate dalle ultime giunte di centrosinistra: “C’era un progetto iniziato nel 2015 – spiega l’assessore -. Finito il masterplan, vedremo il prossimo anno se dovremo parcellizzarlo in lotti nel piano triennale oppure se possiamo agganciarlo a un altro finanziamento Pon. Quelli nuovi non sono stati ancora comunicati dall’Unione Europea”.
“Dispiace leggere dichiarazioni che raccontano una realtà diversa da quella che i cittadini del Lagaccio hanno vissuto negli ultimi anni – aggiunge Simona Cosso, presidente del Municipio Centro Est -. È giusto che il confronto politico sia anche acceso, ma non può prescindere dalla verità dei fatti. La precedente amministrazione di centrodestra non ha mai avviato un reale percorso partecipato sul Lagaccio e non ha mai predisposto un progetto per l’allargamento di via del Lagaccio. Per questo respingo con decisione ogni tentativo di attribuire ad altri responsabilità che nascono da promesse rimaste sulla carta”.
“La differenza è semplice: noi non raccontiamo opere che non esistono, ma stiamo lavorando per renderle possibili – spiega Cosso -. Insieme all’assessore Ferrante abbiamo individuato l’allargamento di via del Lagaccio come un obiettivo concreto da perseguire, attraverso il suo inserimento nella programmazione delle opere pubbliche oppure nell’ambito di un masterplan finanziabile con fondi Pon Metro. Ma prima occorre fare ciò che finora non è mai stato fatto: progettare seriamente l’intervento, coinvolgendo il Municipio nelle fasi progettuali e decisionali, e reperire le risorse necessarie”.
Secondo Cosso è “fuorviante” sostenere che i circa 2 milioni di euro citati da Piciocchi – e inseriti nelle compensazioni per la funivia – sarebbero stati sufficienti per realizzare l’allargamento della strada in via del Lagaccio: “L’intervento necessario è molto più complesso – sottolinea Cosso -. Via del Lagaccio insiste sopra il rio Lagaccio e qualsiasi allargamento richiede importanti opere idrauliche, strutturali e infrastrutturali. Due milioni di euro non sarebbero mai bastati per realizzare quell’opera: avrebbero consentito soltanto interventi manutentivi limitati e non certo la trasformazione della viabilità che oggi tutti riconosciamo come necessaria per consentire al quartiere di avere una linea bus capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Presentare quella cifra come risolutiva significa alimentare un racconto che non corrisponde alla realtà tecnica dell’intervento”.
Quelle di Piciocchi sono “verità alternative” secondo Roberto Caristi, responsabile dello Spi Cgil Centro Est: “Questi soldi per la riqualificazione di via del Lagaccio da dove saltano fuori, visto che durante l’assemblea pubblica del 4 ottobre 2024 i rappresentanti della vecchia giunta dissero che i soldi per gli interventi a beneficio del quartiere avrebbero potuto essere cercati (quindi non c’erano) quando fosse stato dato il via libera alla costruzione della funivia? Qualcuno ci raccontava delle frottole due anni fa o ce le racconta oggi?”. Poi parla di “finto percorso partecipativo smascherato e sonoramente bocciato dagli abitanti del quartiere” e chiede all’attuale giunta cosa intende fare per il quartiere.




