16 licenze ancora in piedi
Il lento ma inesorabile tramonto delle botticelle nella Capitale segna un nuovo punto di non ritorno.
Mentre la sensibilità sociale e le norme di tutela degli animali spingono verso l’archiviazione definitiva delle carrozze a trazione animale, il Campidoglio stringe le maglie per convincere l’ultimo nucleo di vetturini a rottamare la carrozza per salire a bordo di un taxi.
A riaccendere i riflettori su una vertenza che si trascina da anni è la decisione arrivata da Palermo, dove l’Assemblea cittadina ha avviato la transizione verso vetture al 100% elettriche, offrendo un assist politico che la politica capitolina ha subito colto per accelerare la chiusura dei giochi sotto l’ombra del Colosseo.
Rachele Mussolini rilancia la mozione: I parchi storici erano una falsa soluzione
Sulla convergenza tra la Capitale e il capoluogo siciliano è intervenuta la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Senatorio, Rachele Mussolini, plaudendo al provvedimento palermitano e rivendicando la bontà della mozione approvata all’unanimità dall’Aula Giulio Cesare nel 2024 per azzerare il fenomeno.
Abbandonata definitivamente l’ipotesi di confinare le carrozze nei perimetri delle ville storiche (da Villa Borghese a Villa Ada): costringere i cavalli a percorrere chilometri sull’asfalto arroventato dalle scuderie di Testaccio fino ai parchi urbani avrebbe finito soltanto per aggravare lo stress fisiologico delle bestie. L’unica opzione sul tavolo rimane dunque il cambio di licenza verso le auto bianche.
La stretta di Prestipino: 16 licenze residue e prime sospensioni
Oggi a Roma si contano appena 16 licenze ancora attive, dopo che oltre la metà degli ex vetturini ha già preferito la riconversione professionale negli anni passati.
In assenza di un divieto nazionale definitivo, l’amministrazione sta facendo leva sul rigoroso rispetto dei regolamenti d’esercizio. Nei primi giorni di luglio, le verifiche promosse dalla Garante per la tutela degli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino, hanno portato alla sospensione formale delle prime due autorizzazioni.
Una mossa che, sommata alle restrizioni sugli orari di uscita nei giorni di emergenza da bollino rosso per il calore estivo, ha quasi del tutto cancellato la visione dei vetturini lungo le corsie del centro storico.
La speranza di Palazzo Senatorio è che anche le ultime maestranze rimaste scelgano l’uscita concordata, consegnando agli archivi una pagina ormai anacronistica della mobilità cittadina.
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