la sanità fissa il fabbisogno per il 2026/2027. Servono oltre 20mila medici e 25mila infermieri
Più di ventimila nuovi futuri medici e una dote di oltre venticinquemila posti per gli infermieri di domani.
È la mappa del fabbisogno del Servizio Sanitario Nazionale tracciata per il prossimo anno accademico 2026/2027, fotografia nitida di un sistema pubblico che prova a fare i conti con la carenza strutturale di organico e il ricambio generazionale tra i reparti.
Il via libera è arrivato con la chiusura dell’intesa sancita durante la Conferenza Stato-Regioni, che ha definito quanti e quali professionisti della salute dovranno formarsi negli atenei italiani nei prossimi anni.
Un passaggio chiave che consentirà adesso al Ministero dell’Università e della Ricerca di calibrare i numeri chiusi e programmare i test di accesso ai corsi di laurea in base alle precise richieste avanzate dalle realtà locali.
La programmazione del personale medico e infermieristico
Il piano numerico, formulato attraverso un lavoro d’equipe condiviso tra le Regioni, le Province autonome, il Ministero della Salute e le Federazioni nazionali degli Ordini professionali, individua la richiesta precisa per l’anno 2026/2027:
Medici chirurghi: È stato quantificato un fabbisogno complessivo di 20.842 unita;
Infermieri: La cifra stimata sale a 25.479 professionisti, confermandosi la voce più rilevante per la tenuta dell’assistenza territoriale e ospedaliera.
L’obiettivo dell’intesa è evitare i cortocircuiti del passato, bilanciando la curva dei pensionamenti con l’ingresso di nuove competenze per non lasciare sguarnite le specializzazioni più a rischio.
Le altre figure sanitarie e i profili scientifici
La concertazione della Conferenza Stato-Regioni non riguarda tuttavia esclusivamente la medicina di corsia.
La programmazione per l’anno accademico in arrivo disegna i contorni di una riorganizzazione complessiva del settore socio-sanitario e scientifico.
Il fabbisogno stabilito per le altre professioni:
Odontoiatri: 1.599 posti programmati;
Veterinari: 1.733 unità previste;
Farmacisti: 1.500 professionisti;
Biologi: 2.673 figure da destinare ai laboratori e alla ricerca;
Chimici e Fisici: Rispettivamente 469 chimici e 287 fisici medici.
Palla passata adesso al dicastero dell’Università, chiamato a tradurre le indicazioni delle Regioni nei bandi d’ammissione per le facoltà della Penisola.
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