La rovesciata, il trenino e le acrobazie: chi era Igor Protti
C’è chi lo ricorda alla guida del magico trenino biancorosso che sfilava sui campi della Serie A, chi ha ancora impressa negli occhi la rovesciata del 2-0 contro la Fiorentina nel 1995. E c’è chi non l’ha mai visto giocare, ma si è emozionato davanti a uno schermo riguardando le sue prodezze nei vecchi highlights. Igor Protti ha lottato fino all’ultimo, ma non è riuscito a vincere la partita più importante. Lo storico attaccante biancorosso si è spento oggi all’età di 58 anni. Ha vestito la maglia del Bari per quattro stagioni, dal 1992 al 1996, segnando 46 gol, 31 dei quali in Serie A, conquistando anche il titolo di capocannoniere della massima serie. Rapace d’area, dotato di uno straordinario senso del gol, capace di segnare in ogni modo, soprattutto in acrobazia. Lo Zar, come lo avevano ribattezzato migliaia di tifosi, non era soltanto un bomber. Era un simbolo. Uno degli ultimi interpreti di quel calcio della gente che ormai non c’è più. Umile e legato al suo popolo, la maglia biancorossa gli è rimasta addosso per tutta la vita. Bari non lo ha mai dimenticato. E fin dalle prime ore di questa mattina, ai piedi del murale che lo celebra, sono comparsi fiori e sciarpe biancorosse. Omaggi destinati a moltiplicarsi nelle prossime ore. Nel suo ultimo messaggio, affidato ai familiari, ha scritto: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo. Posso solo ringraziare la mia famiglia e tutte le persone che mi hanno voluto bene, i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato, per l’affetto e l’amore che mi hanno sempre dimostrato e che ho totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Ciao Igor, oggi Bari perde un pezzo della sua storia.




