Abruzzo

La riqualificazione nasce dalla mobilitazione dei cittadini e dal lavoro di Legnini


«Ci fa piacere che la Lega si sia accorta dell’esistenza di un cantiere importante come quello della caserma Berardi, ma le informazioni devono essere corrette e complete». Il centrosinistra replica così al gruppo consiliare della Lega che nei giorni scorsi aveva rivendicato il ruolo del Governo nazionale nella ripartenza dei lavori.

A intervenire è Cinzia Di Vincenzo, consigliera comunale con delega alla cultura e vicepresidente del Consiglio comunale, che ricostruisce il percorso di recupero delle ex caserme Berardi e Bucciante e sottolinea il ruolo avuto negli anni dalla mobilitazione civica e dall’attività istituzionale di Giovanni Legnini.

«Abbiamo sempre ringraziato e continuiamo a ringraziare i ministeri competenti, l’Agenzia del Demanio, il Provveditorato alle opere pubbliche e l’Arma dei carabinieri per quanto fatto – afferma Di Vincenzo – e continueremo a seguire l’andamento di tutti i cantieri dei due importanti interventi di rigenerazione, destinati a cambiare l’assetto urbanistico, degli uffici pubblici e dei servizi per la cittadinanza».

La consigliera ricorda che il progetto affonda le sue radici nel 2014, quando un comitato di cittadini raccolse oltre 8mila firme per chiedere il recupero della caserma Bucciante, con il trasferimento della biblioteca De Meis e la realizzazione di una cittadella della cultura.

«Fu allora che Giovanni Legnini, all’epoca sottosegretario all’Economia, inserì il recupero della Bucciante in un più ampio piano di rifunzionalizzazione e rigenerazione che comprendeva anche la caserma Berardi», sottolinea Di Vincenzo.

Secondo la ricostruzione del centrosinistra, da quel percorso hanno preso forma le destinazioni oggi realizzate o in corso alla Berardi: il liceo scientifico Masci, la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate e la futura caserma dei carabinieri. Alla Bucciante, invece, procede il progetto della biblioteca De Meis, mentre risultano finanziati ulteriori interventi per l’Archivio di Stato.

Di Vincenzo richiama anche gli ultimi passaggi istituzionali. Dopo un sopralluogo nei cantieri delle due caserme e un incontro tra il sindaco Legnini e l’Agenzia del Demanio, seguito da un confronto con il prefetto Silvana D’Agostino, il 23 luglio scorso è stato convocato un tavolo prefettizio con tutte le istituzioni coinvolte.

«In quella sede – spiega – si è dato atto dell’avvio dei soli lavori di demolizione del vecchio edificio, iniziati a maggio, poi sospesi e adesso ripresi. Sull’area dovrà essere ricostruita la nuova caserma dei carabinieri».

Per il nuovo edificio, prosegue Di Vincenzo, è previsto un finanziamento complessivo di 16,5 milioni di euro, in parte a carico del ministero dell’Economia e delle Finanze e in parte del ministero della Difesa. Prima dell’avvio del cantiere, però, dovranno essere completati alcuni passaggi.

«Va sottoscritta la convenzione tra Agenzia del Demanio e Arma dei carabinieri, poi sarà necessario l’adeguamento del progetto e successivamente la gara d’appalto. Solo dopo potranno iniziare i lavori della nuova caserma, presumibilmente entro un anno».

Il prossimo tavolo prefettizio, che secondo Di Vincenzo dovrebbe essere riconvocato nelle prossime settimane, dovrà verificare lo stato di attuazione degli impegni sia per la Berardi sia per la Bucciante, dove è coinvolto anche il Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

«Questo percorso è nato dal basso e ha saputo unire cittadini, istituzioni e amministrazioni di diversi livelli – conclude Di Vincenzo –. Ridurlo a un risultato dell’ultima fase significa dimenticare una storia iniziata oltre dieci anni fa e il lavoro istituzionale che ha consentito di trasformare la semplice dismissione degli immobili militari in un progetto di restituzione alla città con nuove funzioni pubbliche».


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