la proposta di Matarazzo per la Chieti del futuro

Un sistema pubblico e accessibile per monitorare lo stato degli edifici scolastici, tecnologie a basso costo per migliorare la sicurezza, comunità energetiche per ridurre le spese e una nuova cultura della prevenzione tra gli studenti. È questa la visione di “Chieti Scuole Trasparenti”, la proposta illustrata da Alessio Matarazzo, candidato consigliere comunale alle prossime elezioni amministrative con Fratelli d’Italia.
L’idea punta a trasformare le scuole cittadine in strutture più moderne, resilienti e sostenibili senza incidere sul bilancio del Comune.
Il primo punto riguarda la creazione di un fascicolo digitale in open data degli edifici scolastici. Non un semplice archivio burocratico, ma uno strumento consultabile online da famiglie, cittadini e amministratori per conoscere lo stato delle scuole cittadine. Tra i dati disponibili potrebbero esserci gli esiti delle verifiche sismiche, dei controlli termografici e degli altri monitoraggi tecnici previsti.
La proposta prevede anche l’utilizzo di sensori IoT a basso costo, capaci di rilevare in tempo reale parametri come temperatura e umidità, utili sia per migliorare il comfort degli ambienti sia per limitare gli sprechi energetici. I dispositivi potrebbero inoltre monitorare eventuali micro-movimenti strutturali tramite accelerometri, aspetto ritenuto particolarmente importante in un territorio esposto al rischio sismico come quello teatino.
L’obiettivo è costruire un sistema di prevenzione continua, che affianchi le verifiche periodiche tradizionali con strumenti digitali semplici ma efficaci.
Secondo la proposta, il progetto potrebbe essere sostenuto attraverso risorse già esistenti, tra cui i fondi del ministero dell’Istruzione e del merito e quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare della Missione 4 dedicata a istruzione e ricerca.
Accanto alla sicurezza strutturale, Matarazzo punta anche sulla formazione degli studenti. La prevenzione, infatti, secondo il candidato di Fratelli d’Italia, dovrebbe diventare una cultura condivisa e non limitarsi agli aspetti tecnici.
Tra le ipotesi illustrate ci sono esercitazioni di evacuazione meno prevedibili e più realistiche, con scenari di emergenza che includano uscite bloccate, assenza di illuminazione o situazioni di panico da gestire.
A completare il percorso ci sarebbe anche il cosiddetto “Patentino del Rischio”, un programma annuale da realizzare in collaborazione con vigili del fuoco, polizia, carabinieri, Protezione civile e Croce rossa italiana, per trasmettere agli studenti competenze pratiche di primo soccorso, utilizzo degli estintori e BLS-D, oltre a una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza.
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