Abruzzo

Altri quattro arresti della polizia per gli scontri allo stadio dopo la partita con lo Spezia, il bilancio sale a 6


Sale a sei il numero degli arresti dopo gli scontri scoppiati venerdì sera a Pescara, al termine della partita che ha sancito la retrocessione dei biancazzurri in Serie C. Nelle ultime ore la Digos della Questura ha eseguito altri quattro arresti in flagranza differita, che si aggiungono ai due effettuati subito dopo i disordini. Tra i destinatari dei provvedimenti c’è anche un minorenne.

I tifosi coinvolti sono accusati, a vario titolo, di danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai presunti responsabili anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Secondo le stime, sarebbero state oltre 500 le persone coinvolte nella violenta contestazione esplosa al termine della gara contro lo Spezia. Il bilancio è di una decina di agenti rimasti feriti durante le tensioni.

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Le indagini della polizia proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto dentro e fuori dallo stadio Adriatico dopo il fischio finale del match. Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni dei sindacati di polizia, durante le contestazioni sarebbero state lanciate complessivamente 126 bombe carta, sia all’interno che all’esterno dell’impianto sportivo. Per contenere i disordini, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a 72 lacrimogeni.


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