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Delia? Non è la prima ad ‘universalizzare’ Bella ciao con un pessimo risultato

Durante il Concertone romano del Primo Maggio, in Piazza San Giovanni, la cantante Delia ha interpretato Bella Ciao in stile folk-singer, contaminata dalla musica popolare siciliana. E sostituendo la parola “partigiano” con il lessema “essere umano”. Anche dal punto di vista metrico, una soluzione un po’ zoppicante. Da quello metaforico, una forzatura un po’ ambigua.
Le reazioni sono state generalmente negative. Molti hanno difeso il valore storico e simbolico della canzone, dove “partigiano” ha ormai un valore allegorico, ben consolidato. Il sostantivo “partigiano” non è un dettaglio, ma il nucleo semantico e politico del brano. Sostituirlo con un termine generico come “essere umano” svuota il testo della sua valenza storica, ne azzera la funzione di memoria. Un atto di resistenza diventa un generico appello umanitario. Sui social, una nobile gara tra leoni da tastiera ha fatto salire il termometro della indignazione.

Questo brano è diventato un simbolo tardivo della lotta di Liberazione. La stessa Anpi ha riconosciuto in Bella Ciao un inno della Resistenza solo anni dopo la fine della guerra. Pare che alcuni gruppi di combattenti emiliani e langaroli cantassero anche questo motivo. Ma la canzone partigiana più iconica era Fischia il vento, il cui testo fu scritto da un medico imperiese —nome di battaglia partigiana: Megu— sulla base melodica di Katjuša, una canzone russa del 1938.

Le cover possono modificare il testo. Non è vietato, a patto di acquisirne i diritti. My Way di Frank Sinatra è la versione inglese del brano Comme d’habitude, scritto da Jacques Revaux su testo di Gilles Thibaut e Claude François. Il testo inglese, il cui contenuto è del tutto diverso dall’originale, fu scritto da Paul Anka. E Paul Anka si era recato a Parigi per acquistarne i diritti. Senza arrivare a questi eccessi, molte cover hanno ritoccato il testo originale, più o meno sapientemente e, spesso, senza averne diritto. Durante il concerto di Capodanno 2012 a Times Square, Cee Lo Green cambiò il verso “and no religion too” in “and all religion’s true”, scatenando la reazione di Yoko Ono: Imagine è altrettanto iconico quanto Bella Ciao.

Un caso più emblematico riguarda una canzone di Woody Guthrie, This Land Is Your Land. Questo bellissimo brano conteneva strofe fortemente anticapitaliste, una critica assoluta della proprietà privata. Nel tempo queste strofe sono state sistematicamente omesse durante le esecuzioni pubbliche e scolastiche, trasformando un canto di protesta in un docile inno patriottico. Non una modifica lessicale, ma una censura che ne altera definitivamente il significato. La stessa sorte toccò a Jarama Valley, la sua canzone sulla guerra partigiana spagnola, forse la più iconica; dove la melodia è quella di Red River Valley.

A partire dagli anni Sessanta, Bella Ciao è diventata un canto universale nelle piazze di tutto il mondo. Ha trovato ogni giorno nuove voci che lo animano. Di recente, Bella Ciao è stata adottata dai movimenti ambientalisti e climatici, cantata durante manifestazioni di Fridays for Future e di altri movimenti ecologisti in diverse città del mondo. Il testo è stato adattato con riferimenti espliciti alla crisi climatica, seguendo la stessa logica di appropriazione che il brano ha subito nel corso dei decenni. Sotto questo aspetto, la scelta di Delia si inserirebbe in un processo di universalizzazione già in atto.

Durante il lockdown della recente pandemia, ho violentato anch’io un brano iconico. Amazing Grace è un inno cristiano del 1779 scritto da un marinaio inglese, poi divenuto presbitero, John Henry Newton. Ho modificato parecchio il testo originale per trasformarlo in una invocazione taumaturgica, quasi un esorcismo della tragedia che si stava vivendo: Amazing Grace the Virus Fight. Il brano fu registrato in remoto dalle molte voci dei miei studenti, in Italia e nel resto del mondo dove erano riparati, usando prevalentemente lo smartphone: The Corona Reunion. Non fu certo una prova saliente dal punto di vista musicale, ma è stato certamente uno dei momenti più intensi della mia ultra cinquantennale esperienza didattica.

Invocare la discesa della grazia divina contro la pandemia non è stata certo una panacea. Sostituire “essere umano” a “partigiano” non è stato però un peccato capitale. Né uno sciagurato rovesciamento ideologico come quello di Cee Lo Green. Ma, a modesto parere di un musicista dilettante, il risultato di Delia è proprio brutto.


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