la possibile scaletta del concerto a Milano. Poi le date a Roma e Bologna
Bob Dylan torna in Italia per tre concerti, a partire dall’appuntamento di lunedì 2 novembre all’Unipol Dome di Milano. Il cantautore statunitense si esibirà poi giovedì 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e sabato 7 novembre all’Unipol Arena di Bologna. Per la serata milanese, l’inizio dello spettacolo è fissato alle 21. La sede del concerto si trova in via Romualdo Bonfadini 148.
Per quanto riguarda la scaletta, un’indicazione arriva dai brani eseguiti il 29 ottobre in Belgio e riportati da Setlist.fm. Un repertorio che accosta classici come “It Ain’t Me, Babe” e “Tangled Up In Blue” a episodi più recenti, tra cui “Crossing The Rubicon”, “I’ve Made Up My Mind To Give Myself To You” e “Goodbye Jimmy Reed”. Sulla base di quella setlist, ecco la possibile scaletta del concerto di Bob Dylan a Milano:
Watching the River Flow
Love Sick
It Ain’t Me, Babe
Tryin’ to Get Heaven
Crossing the Rubicon
I Can Tell
Black River
Tangled Up in Blue
When I Paint My Masterpiece
Not Dark Yet
I Can’t Seem to Say Goodbye
Early Roman Kings
Soon After Midnight
Million Miles
Under the Red Sky
I’ve Made Up My Mind to Give Myself to You
Goodbye Jimmy Reed
Every Grain of Sand
Dall’esordio omonimo del 1962, Dylan ha attraversato oltre sei decenni di musica, firmando album come “Blonde On Blonde“, “Nashville Skyline”, “Desire” e “Modern Times”. Nel suo palmarès figurano dieci Grammy Awards e un Oscar per la migliore canzone originale, conquistato nel 2001 con “Things Have Changed”.
Lo show
Anche per queste date italiane Dylan conferma la politica dei “phone free shows”, ormai diventata una caratteristica distintiva dei suoi concerti. All’ingresso, tutti i telefoni cellulari, smartwatch e dispositivi di registrazione saranno sigillati nelle apposite custodie Yondr, che resteranno in possesso degli spettatori per tutta la durata dell’evento. Chi avrà necessità di utilizzare il proprio telefono potrà farlo esclusivamente nelle aree dedicate, dove il personale provvederà ad aprire temporaneamente le custodie.
Gli organizzatori spiegano così la scelta: “Avendo sperimentato questa modalità senza telefono durante i tour recenti, crediamo che crei un’esperienza migliore per tutti i presenti. I nostri occhi si aprono un po’ di più e i nostri sensi sono leggermente più acuti quando perdiamo la stampella tecnologica a cui ci siamo abituati. E sì, è obbligatoria e non negoziabile”.
Una decisione che Dylan porta avanti da anni e che punta a restituire al pubblico un’esperienza completamente immersiva, senza schermi accesi o registrazioni amatoriali, riportando l’attenzione esclusivamente sulla musica e sulla performance dal vivo.
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