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Taylor Mega replica al Fatto sul compenso come testimonial del Friuli: “Notizie inventate”. Poi conferma l’offerta e inciampa su Svevo “friulano”

Taylor Mega rompe il silenzio. L’influencer che PromoTurismoFvg ha scelto come volto social del turismo regionale — 87.600 euro alla sua Taylor srl per otto contenuti, 10.950 l’uno, gara aggiudicata sui registri dell’Anticorruzione, come ha raccontato il Fatto — risponde con un video su Instagram intitolato “E mandi a tutti”: “mandi” è il saluto friulano, il congedo di chi chiude la questione. E la linea è quella del complotto: “Sono stata strumentalizzata”, mio malgrado, da parte di un quotidiano “che ha una chiara estrazione politica”, “sono state inventate notizie” per “creare dubbi e insinuazioni su PromoTurismo Fvg e su di me”, “io non ci sto a questa narrazione”. Il quotidiano, mai nominato, è appunto il Fatto.

Tra un’accusa e l’altra, però, Taylor Mega conferma l’essenziale. Parla di “candidatura”, si presenta come “content creator friulana con maggior seguito sui social” e soprattutto dice: ho “indicato delle condizioni economiche inferiori rispetto a quelle influencer che hanno il mio stesso seguito”, “perché ci tengo di cuore a rappresentare il mio Friuli Venezia Giulia”. Dunque l’offerta c’è, altro che notizie inventate. Quanto allo sconto di cuore: la prima proposta, parola del direttore generale Iacopo Mestroni al Fatto, “superava i 100mila euro” ed è stata giudicata “molto onerosa”; si è chiusa a 87.600, dentro il listino che lei stessa rivendicava in un’intervista: dagli 8 ai 40mila euro a post. E per lo stesso Mestroni il prezzo “è in linea con quello di chi ha i medesimi numeri”: in linea, non inferiore. È nei commenti al video, però, che la promozione del territorio incontra la geografia.

Un follower la invita a “evitare di dire che Svevo è friulano”, perché “Trieste non è Friuli”; la testimonial non si corregge, rilancia di suo pugno: “Trieste è capoluogo del Friuli Venezia Giulia! Amate di più questa splendida regione!”. Replica del follower: “Si parlava di Svevo, non generalizzare, i Triestini sono Giuliani”. Che è esattamente così: Italo Svevo è triestino e mitteleuropeo, nato nel 1861 nel Litorale austro-ungarico, morto trentacinque anni prima che la regione col trattino venisse istituita. La testimonial pagata per promuovere il territorio inciampa sulla sua geografia culturale — e invece di correggersi, raddoppia.

Eppure, quanto a volti legati davvero al territorio, il vivaio non mancava. Samira Lui, friulana, è già ambassador di PromoTurismo, schierata a febbraio alla Bit di Milano accanto a Fedriga e all’assessore Bini; lo chef Emanuele Scarello somma cinque stelle Michelin fra Udine, Venezia e Rovigno; e il repertorio va da Giuseppe Battiston a Mauro Corona, da Antonia Klugmann alle olimpioniche Manuela Di Centa e Mara Navarria — di Carlino, lo stesso paese della testimonial. La scelta dell’influencer, insomma, non era obbligata dall’assenza di alternative. E su chi l’abbia proposta l’ente resta nel vago: “le interlocuzioni ci sono state con l’agente di Taylor Mega”, ha risposto Mestroni al Fatto, un agente di cui “onestamente” non ricorda il nome; sul perché dell’affidamento diretto, ancora nessuna risposta.

“Come è stato detto da PromoTurismo, la mia candidatura è più che giustificata”, assicura lei infine. Ma PromoTurismo, il giorno prima, aveva detto altro: “Nessun accordo o incarico conferito a Taylor Mega”, pratica “tuttora in fase istruttoria”, “nessuna decisione è stata assunta”. E l’analisi dell’ufficio social dell’ente — citata dallo stesso Mestroni — la bocciava: engagement allo 0,4 per cento contro un benchmark di 0,67, “community relativamente meno coinvolta”, brand fit al 66 per cento.

Quanto alle “notizie inventate”, la nota dell’ente non smentisce i fatti: la proposta esiste (“rientra tra quelle attualmente sottoposte a valutazione e istruttoria interna”), il Cig esiste (derubricato ad “adempimento tecnico-amministrativo”), e la dicitura “aggiudicato” sta sui sistemi dell’Anticorruzione. Dove i dati non si scrivono da soli: li comunica la stazione appaltante attraverso il responsabile unico della procedura — lo stesso Mestroni che firma la nota — con importo fissato e ribasso pari a zero. Del resto è lo stesso direttore a spiegare al Fatto che le verifiche in corso “non si limitano a quelle previste per legge ma contemplano anche, chiamiamole così, delle ragioni di opportunità”.

Il resto non è “narrazione”: sulla testimonial pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per estorsione aggravata e diffamazione ai danni di un ex (udienza preliminare a marzo, riferisce la difesa, che respinge le accuse: era un regalo); il suo avvocato, Maurizio Miculan, assiste anche Sergio Emidio Bini, l’assessore alle Attività produttive e turismo che vigila proprio su PromoTurismo, e Riccardo Riccardi nella querela contro La Verità. E sul filone dei grandi eventi il capogruppo Pd Diego Moretti ha già investito Corte dei conti e Anac. Mandi a tutti, appunto.

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