la paghetta e la stoccata di Wolff a Ferrari
Campione del mondo a vent’anni, ma ancora con una paghetta mensile da rispettare. Il giorno dopo il titolo conquistato in Messico, attorno a Kimi Antonelli emergono dettagli che raccontano meglio del trofeo chi è il nuovo campione della Formula 1: la famiglia, il rapporto con i soldi, l’educazione ricevuta, la fiducia della Mercedes e anche le ferite lasciate dal Mondiale dentro il box.
Mamma Veronica continua a trattarlo come prima: “Gliela verso ogni mese e deve farsela bastare”. Un budget preciso, perché in casa Antonelli la regola è sempre stata una: “Niente è dovuto, te lo devi guadagnare. Non veniamo da famiglie ricche”. Papà Marco lavorava nell’officina di famiglia e correva quando poteva, mentre Veronica lavorava alle Poste. Prima della Formula 1 c’erano trasferte, camion, spesa e pasti preparati per il team, con Antonelli ancora bambino portato da un circuito all’altro.
Il talento, però, si era visto presto. Papà Marco racconta di aver capito che il figlio aveva qualcosa di diverso quando, a dieci anni, riusciva già a controllare una Lamborghini Super Trofeo in modo fuori dal comune. Poi è arrivata la Mercedes, decisiva nel trasformare quel talento in una carriera: “Fondamentale è stata la Mercedes che ha creduto in lui quando era piccolo. Kimi ha avuto un’occasione importante e si è fatto trovare pronto”.
È lo stesso concetto ribadito da Toto Wolff, che oggi descrive Antonelli come un pilota capace di analizzare e fare autocritica con la maturità di un veterano. Il team principal ammette che il rendimento del 2026 ha superato le aspettative e sottolinea come, dopo le difficoltà della stagione precedente, in Mercedes nessuno abbia mai smesso di crederci. Con una stoccata anche ai rivali: “Alla Red Bull o alla Ferrari qualche dubbio ci sarebbe stato, e non l’avrebbero messo sulla macchina numero uno, come dimostra Bearman”, ha dichiarato a Repubblica.
Nel box, però, non tutti hanno vissuto allo stesso modo la festa. George Russell, battuto dal compagno nella corsa al titolo, si è congratulato con Antonelli dopo il traguardo ma ha poi lasciato il paddock prima dei festeggiamenti e senza parlare con i media. Wolff lo ha difeso: per uno sportivo, ha spiegato, perdere il Mondiale contro il proprio compagno è “un momento catastrofico, molto difficile da accettare”.
Fuori dal paddock, invece, l’Italia ha celebrato il nuovo campione. Jannik Sinner ha esultato con un “Mamma mia Kimi, cosa sei riuscito a fare?”, mentre Cesare Cremonini ha giocato con uno dei suoi testi: “Da quando Kimi ha vinto il Mondiale… È ancora domenica!”. Antonelli intanto resta quello descritto dai genitori e papà Marco guarda già avanti: “Siamo felici, festeggiamo e poi archiviamo, pensando al prossimo Mondiale“. Perché Antonelli non sembra volersi fermare a un titolo in Formula 1. Ha appena vent’anni: c’è tempo per festeggiare e per vincere ancora.
Source link




