Sicilia

Mafia e droga nell’Agrigentino, inflitte 25 condanne in abbreviato

Venticinque condanne, con pene fino a 20 anni di reclusione, inflitti a Pietro Capraro indicato dall’accusa quale vertice della famiglia mafiosa di Villaseta. È la sentenza del gup di Palermo, Lorenzo Chiaramonte, per il processo abbreviato nato dalla maxi inchiesta della Dda di Palermo, sviluppata dai carabinieri del nucleo Investigativo di Agrigento, sulle cosche di Villaseta e Porto Empedocle, accusate di avere gestito un vasto traffico di droga e altre attività criminali. Diciassette anni sono stati invece inflitti a Fabrizio Messina, ritenuto il capo della cosca di Porto Empedocle, fratello del boss Gerlandino Messina. Il pm Claudio Camilleri ne aveva chiesti 20 anche per lui. Così come per Gaetano Licata e Vincenzo Parla che sono stati condannati rispettivamente a 17 anni e 4 mesi e 15 anni e 8 mesi.

La sentenza rappresenta un ulteriore capitolo della vasta inchiesta sulle famiglie mafiose di Villaseta e Porto Empedocle, dalla quale sono scaturiti diversi procedimenti. Il 14 settembre scorso, in un altro filone, erano state pronunciate 15 condanne e 2 assoluzioni, per complessivi 189 anni di carcere. Fra le pene più elevate, 20 anni ciascuno per James Burgio, Gaetano Licata e Salvatore Prestia, 18 anni e 8 mesi per Salvatore Lombardo e 17 anni e 2 mesi per Pietro Capraro. Si tratta di un giudizio distinto, relativo a contestazioni non coincidenti, anche se alcuni imputati figurano in entrambi i procedimenti.


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