Emilia Romagna

La mamma si gettò dal tetto tenendo i braccio il figlio, il nonno paterno accusato di stalking dai famigliari della donna


La tragedia si era consumata la mattina del 5 luglio 2024 quando Graziana Elga Todaro, 40 anni, era salita sul tetto del condominio di via delle Piante a Rimini e, tenendo in braccio il figlio Manuel di appena 6 anni si era gettata nel vuoto. Un dramma che aveva scosso profondamente l’intera città e sul quale, fin da subito, era aleggiato lo spettro della depressione che aveva portato la donna a compiere quel gesto. Oggi, a distanza di quasi 2 anni, a venire iscritto nel registro degli indagati è il suocero della 40enne e nonno del piccolo Manuel, un 75enne, con l’accusa di stalking. L’uomo, secondo le indagini della Squadra Mobile coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, avrebbe iniziato a perseguitare il padre, la madre e il fratello della Todaro con una lunga serie di molestie, minacce e ingiurie ritenendoli colpevoli per la morte del nipotino e del gesto compiuto dalla 40enne.

Leggi le notizie di RiminiToday su WhatsApp: iscriviti al canale

I famigliari della donna, assistiti dall’avvocato Mattia Lancini, nello loro denuncia hanno raccontato di come il 75enne avrebbe pesantemente offesi anche davanti alla tomba del piccolo Manuel arrivando a denigrare la memoria della 40enne davanti a loro per poi vandalizzare la lapide del bambino danneggiando le decorazioni che i nonni materni avevano messo per ricordare il nipotino. Nel fascicolo viene aggiunto anche il reato di lesioni in quanto, alcuni mesi dopo la tragedia, l’uomo avrebbe affrontato il fratello della donna, incontrato al cimitero, spintonandolo e facendolo andare a sbattere con la testa contro una colonna.

Abbonati alla sezione di inchieste Dossier di RiminiToday

I comportamenti del 75enne sarebbero andati avanti anche dopo la denuncia sporta dalle vittime con gli atti persecutori proseguiti fino al marzo di quest’anno. Ora per l’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Pisciotti, è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’udienza preliminare fissata davanti al gup per il prossimo 8 ottobre.

Secondo quanto emerso all’epoca, a scatenare il gesto della donna sarebbe stata la fine della relazione col marito e padre del piccolo Manuel e, questo, potrebbe aver influito non poco sulla depressione in cui versava Graziana che si era anche rivolta a un legale per avere un aiuto per la gestione delle pratiche legate all’eventuale affidamento del bambino. Quella mattina, come era già accaduto nei giorni precedenti, la 40enne era arrivata in via delle Piante per affidare il figlio ai nonni materni che lo avrebbero poi accompagnato al centro estivo mentre la mamma andava a lavorare come commessa in una profumeria del centro storico. Poco dopo le 8, tuttavia, invece di fermarsi nell’appartamento dei genitori Graziana ha proseguito con l’ascensore fino all’ultimo piano della palazzina per poi accedere tramite una scala al lastrico solare del quinto piano.

Arrivata sul ciglio del tetto tenendo in braccio il piccolo Manuel, la 40enne si è lasciata andare nel vuoto precipitando per diverse decine di metri. I residenti della zona hanno raccontato di aver sentito un urlo accompagnato da un violento tonfo e, quando hanno cercato di capirne l’origine, hanno trovato i corpi straziati di madre e figlio. Nonostante l’intervento dei sanitari del 118, accorsi con ambulanza e auto medicalizzata, per i due non c’era più nulla da fare e il medico ne ha dichiarato il decesso mentre sul posto sono intervenute le Volanti della Polizia di Stato. Che si fosse trattato di un gesto volontario e non di una disgrazia è apparso subito chiaro agli inquirenti che, fin dalla prima ricostruzione, hanno ritrovato nella borsa due biglietti con i quali chiedeva scusa a tutti per l’atto che si accingeva a compiere, oltre a dei farmaci per la depressione.

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »