Marche

La gelateria City chiude i battenti, il centro di Senigallia continua a perdere pezzi

SENIGALLIA È una storia che profuma di estati che non finiscono mai quella di Francesco Zoppini, incisa nel Dna di una famiglia che ha scritto pagine fondamentali del turismo e dell’accoglienza di Senigallia. Negli anni ’80, a soli quindici anni, muoveva i primi passi nel laboratorio del nonno nella gelateria City, sotto l’omonimo hotel a due passi dalla Rotonda. Da quel debutto tra mantecatori e chiusure notturne sono passati quarant’anni, una carriera intera trascorsa a interpretare il gusto di una città in evoluzione che ha sempre ritrovato nei suoi gelati un punto di riferimento familiare, fino al suo arrivo in centro storico.

La scelta

Dal Caffè Centrale sul Corso, al Calimero in piazza Simoncelli, fino all’avventura del City in Corso 2 Giugno, nato nel 2014 per ricordare gli antichi fasti della riviera, il percorso di Zoppini è stato un crescendo di professionalità vissuto spesso dietro le quinte.

Il motore silenzioso ma indispensabile di ogni azienda. Il titolare della gelateria City Alberto Marchionni, con la partenza della socia avvenuta a gennaio, ha deciso insieme a Zoppini di chiudere la gelateria dove di questi tempi già si formavano le code dei clienti. E’ comparso infatti il cartello “vendesi”. Il talento di Francesco Zoppini non andrà sprecato perché da oggi preparerà il gelato al “Quindi? Caffè” di via Pierelli.

«Faccio il gelato da 40 anni – racconta Zoppini -, ho iniziato quando avevo 15 anni, aiutando mio nonno al City nell’estate dell’86. Aiutavo mio nonno la mattina, dopo facevo anche le chiusure. Ho lavorato in vari laboratori, prima il City al mare poi il Caffè Centrale, poi Calimero e in questo contesto il City in città che è nato nel 2014. Hanno deciso di vendere Alberto Marchionni e Sueli Vieira, che era sua socia ed è andata via. Io ero solo il gelatiere. Non era il caso di andare avanti da soli, era troppo oneroso e ho scelto la qualità della vita. Si è presentata quest’occasione con Andrea Pierfederici del “Quindi? Caffè”, mi sono buttato con grande entusiasmo perché continuerò a fare quello che ho sempre fatto e in più avrò le mie libertà che non ho mai avuto per 40 anni o comunque col contagocce. Un altro motivo – conclude – che mi ha spinto ad accettare è che la linea di gelato è molto simile a quella a quella che ho sempre fatto».




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