Calabria

La Calabria perde i suoi giovani e «sussidia» le regioni del Nord: l’analisi del Cnel

Una regione «poco attrattiva» per i giovani. Così il Cnel descrive la Calabria alla luce dell’analisi dei dati sull’emigrazione tra le nuove generazioni. Ragazzi formati o in via di formazione che con la loro partenza in cerca di migliori opportunità, rispetto a quelle disponibili tra lo Stretto e il Pollino, mostrano le pesanti criticità del territorio. Un fenomeno che in qualche modo finisce anche per autoalimentarsi: perdere forze fresche e preparate impoverisce il tessuto sociale e produttivo, abbassando sempre più la possibilità di costruire nuove opportunità. Certo, evidenzia il Cnel, è il sistema-Paese a risultare nel complesso poco attrattivo. Nel decennio tra il 2014 e il 2024 il numero di italiani che hanno lasciato il territorio nazionale è andato crescendo, per un totale di circa 670mila persone. Di queste, 388mila hanno fra i 18 e 34 anni.
I tassi migratori interni vedono le regioni del Nord compensare gli espatri dei propri giovani verso l’estero con gli arrivi dal Sud. La Calabria fa registrare un saldo negativo del 22 per mille. I costi in termini di perdita del valore del cosiddetto capitale umano sono quindi elevati. Tradotto in termini di Pil, la media 2022-2024 equivarrebbe per la Calabria a una perdita dell’1,6% (0,8 è la media nazionale).
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