La bicicletta compagna insostituibile anche in ferie: 150mila padovani non rinunceranno
E’ sempre più “bici mania”. Saranno infatti più di undici milioni gli italiani e di questi, 150mila sono i padovani di città e provincia, che, durante queste vacanze estive, stanno scegliendo e sceglieranno di utilizzare la bicicletta per vivere il proprio tempo libero. Che la bicicletta sia un fenomeno in costante crescita non è più un mistero per nessuno, così come non è più un mistero che il ruolo del cicloturismo sia sempre più essenziale nell’offerta turistica del Paese. Secondo i dati dell’osservatorio Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con SWG, 4,6 milioni di italiani porteranno in vacanza con sé la propria bicicletta, circa 600mila in più rispetto al 2023 e 6,6 milioni, un milione in più rispetto allo scorso anno, la noleggeranno direttamente nella località di soggiorno.

«In tempi di sovraffollamento per overtourism – ha commentato il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – la bicicletta ha saputo ricavarsi uno spazio di tutto rispetto alimentando quel desiderio di “turismo lento” che si conferma come uno degli strumenti privilegiati per scoprire i territori, vivere esperienze all’aria aperta e coniugare benessere, sostenibilità e turismo esperienziale». Un fenomeno che, vuoi anche per il traino del Giro d’Italia che ha fatto scoprire luoghi e paesaggi “dirottando” sulla bici un italiano su quattro, ormai non coinvolge più solo gli appassionati di cicloturismo, ma una platea sempre più ampia di viaggiatori alla ricerca di vacanze attive, lente e a contatto con la natura. Merito sicuramente anche dell’e-bike, ovvero della bici a pedalata assistita, “diavolo” per chi fa agonismo, ma “acqua santa” per chi invece, pur non avendo fisico e muscoli da Tadej Pogacar, grazie al sostegno della tecnologia, può avventurarsi anche in luoghi con dislivelli che il solo motore umano, spesso gravato dall’età, mai avrebbe consentito di raggiungere.
«In questo senso anche il modello più sofisticato e costoso – ha analizzato Bertin – non è ostentazione ma ricerca del comfort e va detto che la nostra provincia è un concentrato di opportunità. Lungi dall’essere esaustivo, basti ricordare che nel nostro territorio possiamo vantare l’Anello dei Colli, quello delle Città Murate, la Treviso – Ostiglia, la ciclovia del Brenta e tanti altri percorsi
che, in pratica, l’attraversano in lungo e in largo. Per cui trovo assolutamente condivisibile l’idea del Ministro Mazzi che in un recente convegno di Confturismo Confcommercio ha espresso la volontà di puntare sul rilancio del cicloturismo, ritenendo fondamentale continuare a investire nella qualità delle infrastrutture ciclabili, nei servizi dedicati e nella valorizzazione degli itinerari, affinché il cicloturismo diventi sempre più un fattore di competitività per l’offerta turistica del nostro Paese e un’opportunità di sviluppo anche per i piccoli centri».
Dunque: bene. Il presidente però non si nasconde che dietro al boom della bici si siano registrati e si registrino anche aspetti critici che necessitano di altrettanta attenzione. «Purtroppo – ha sottolineato Bertin – il mercato della bicicletta ha attirato anche le attenzioni di certi predoni che assaltano i negozi creando danni ingenti alle aziende. E’un aspetto che non va sottovalutato ed è per questo che chiediamo la massima collaborazione da parte delle autorità per evitare che le aziende che stanno accompagnando la crescita di un mercato importante finiscano per dover soccombere sotto i colpi di una criminalità, spesso importata, che, per la verità e ad encomio di investigatori e forze dell’ordine, per alcuni episodi avvenuti in città è stata già consegnata alla giustizia».
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