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La base militare avanzata segreta (e clandestina) di Israele in Iraq

Israele ha allestito un avamposto militare clandestino nel deserto iracheno per supportare la sua campagna aerea contro l’Iran e ha lanciato attacchi aerei contro le truppe irachene che lo avevano quasi scoperto all’inizio della guerra, secondo fonti a conoscenza dei fatti, tra cui funzionari statunitensi.

Questa base avanzata, non temporanea come quella allestita dagli americani in prossimità del punto in cui è stato recuperato il pilota dell’F-15 abbattuto nei cieli dell’Iran, ospitava reparti delle forze speciali israeliane, probabilmente commando dell’unità Shaldag, e fungeva da “centro logistico per l’aviazione israeliana” già al principio della guerra con l’Iran. Gli Stati Uniti, che hanno basi in Iraq, erano al corrente del dispiegamento. Non a caso il capo di stato maggiore dell’Aeronautica israeliana, Tomer Bar, aveva dichiarato che “le forze speciali stavano conducendo operazioni eccezionali” durante il confronto con l’Iran.

Secondo il Wall Street Journal, la base segreta israeliana è stata “quasi scoperta” all’inizio della guerra, quando un pastore locale aveva segnalato un’insolita attività militare nella zona. Il pastore iracheno aveva riferito di voli di elicotteri e aerei da trasporto a bassa quota, e l’esercito iracheno aveva inviato truppe in ricognizione per verificare la presenza di agenti ostili nell’area. Secondo i resoconti di fonti a conoscenza dei fatti – tra cui funzionari statunitensi – le forze a presidio della base clandestina israeliana avrebbero respinto le truppe irachene con attacchi aerei, causando la morte di un soldato iracheno. L’esercito israeliano ha rifiutato di commentare nonostante le proteste del governo di Baghdad. Il vice comandante alle operazioni dell’esercito iracheno, Qais al-Mohammadi, definì l’operazione israeliana “sconsiderata e condotta senza coordinamento né approvazione”.

Secondo un esperto di intelligence consultato dal Journal, il deserto nell’Iraq occidentale sarebbe “un luogo ideale per basi segrete di questo tipo, data la sua estensione e la scarsa densità di popolazione”. La base comprendeva squadre di ricerca e soccorso posizionate per assistere eventuali piloti israeliani abbattuti. Ma la sua posizione avanzata potrebbe essere collegata ad altri scopi.

La presenza di questa “base militare avanzata e segreta” nel deserto iracheno, che secondo le informazioni rilasciate da Tel Aviv avrebbe fornito supporto per l’operazione di recupero dell’equipaggio del caccia F-15 statunitense abbattuto vicino a Isfahan, riporta l’attenzione sulle ipotesi di un’operazione militare ad alto rischio per il recupero dell’uranio iraniano.

La presenza e il presidio prolungato di questa base avanzata in territorio iracheno e la notizia secondo cui gli Stati Uniti potrebbero mobilitare unità delle forze speciali in Medio Oriente potrebbero infatti essere collegate alla “missione di recupero” di quello definito come uranio altamente arricchito, noto con l’acronimo HEU, e che secondo le ultime analisi d’intelligence potrebbe essere nascosto nel sito nucleare sotterraneo di Isfahan, conservato in cilindri simili a bombole da sub. Tale scorta conterrebbe materiale sufficiente per sviluppare “circa una dozzina di testate nucleari”.

Una base avanzata in un territorio sotto controllo ai confini con l’Iran rafforza le ipotesi di una simile operazione, considerata un’opzione nel caso in cui i negoziati con Teheran si arenassero senza possibilità di proseguire sulla via diplomatica. Negli ultimi giorni sia il presidente americano Donald Trump che il premier Benjamin Netanyahu hanno rilasciato dichiarazioni nelle ultime ore che lasciano intendere una possibile operazione ad alto rischio per impadronirsi del materiale nucleare iraniano. Secondo Axios, il governo israeliano vuole che Trump ordini un’operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito dell’Iran.

Funzionari israeliani affermano che Trump esita a ordinare un’operazione del genere perché è altamente rischiosa. La stessa fonte ha riferito che alcuni funzionari israeliani descrivono il presidente statunitense come riluttante ad autorizzare un’operazione del genere, ritenuta estremamente rischiosa.


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