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Kiev adesso ha paura: «La Russia pronta ad escalation militare»

La leadership militare russa ha ricevuto l’incarico di preparare diversi scenari operativi per un’offensiva nell’Ucraina settentrionale, con Kiev e Chernihiv identificate come aree chiave. Lo ha riferito il vice capo dell’ufficio presidenziale Pavlo Palisa, durante un briefing a porte chiuse con i giornalisti, come riporta Kyiv Independent. Palisa ha affermato che le informazioni sono state verificate e che l’ufficio presidenziale le aveva ricevute da diverse fonti di intelligence, senza specificare se fossero ucraine o straniere. “In effetti, diverse opzioni sono state prese in considerazione» dai russi, ha affermato Palisa durante il briefing. «Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha elaborato possibili scenari di risposta, comprese misure per difendersi, proteggersi e contrastare queste azioni», ha assicurato.

L’offensiva potrebbe essere di terra ma Palisa ha affermato che al momento non si rilevano nuovi raggruppamenti del nemico nelle direzioni di Kiev e Chernihiv. La regione di Kiev confina con la Bielorussia a Nord, mentre quella di Chernihiv confina sia con la Bielorussia che con la Russia. «La nostra massima priorità è impedire che si creino le condizioni che consentirebbero alla Russia di lanciare qualsiasi operazione offensiva», ha aggiunto Palisa. Le relazioni tra Kiev e Minsk si sono intensificate questa primavera in seguito alle esercitazioni nucleari congiunte russo-bielorusse di maggio. All’epoca, il presidente Volodymyr Zelensky dichiarò che il Cremlino stava valutando nuove offensive verso le regioni di Kiev e Chernihiv dal territorio bielorusso, nonchè potenziali minacce ai paesi confinanti membri della Nato. L’opposizione bielorussa in esilio ha consegnato a Zelensky un elenco di segnali d’allarme il 22 giugno, indicando che Minsk potrebbe presto entrare in guerra con la Russia contro l’Ucraina. Un altro sviluppo recente riguarda la costruzione, da parte di Minsk, di una nuova infrastruttura ferroviaria nella regione meridionale di Gomel, in grado di accogliere treni militari che trasportano personale e attrezzature pesanti.

Intanto si aggrava il bilancio dell’attacco russo di questa notte. Il bilancio delle vittime dell’attacco russo a un deposito di munizioni vicino a Kiev è salito a 37 persone, ha dichiarato sabato il governatore della regione. «Purtroppo, il numero dei morti nel distretto di Bucha è salito a 37. I soccorritori e tutti i servizi competenti continuano le operazioni sul luogo della tragedia», ha dichiarato su Telegram il governatore della regione di Kiev, Tymur Tkachenko.

L’attacco di droni russi ha provocato un grave incendio e diverse esplosioni in serata in un deposito di esplosivi alla periferia di Kiev, costringendo all’evacuazione di oltre 200 persone, secondo quanto riferito dalle autorità locali. La procura ha aperto un’indagine per «negligenza» in merito alle condizioni di stoccaggio a seguito dell’attacco, avvenuto nel villaggio di Myla, nel distretto di Butcha. Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale, Timur Tkachenko, è scoppiato un incendio «accompagnato da esplosioni. Oltre 200 persone, tra cui bambini, sono già state evacuate dal sito», ha dichiarato nella notte su Telegram, segnalando sei feriti.


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