Marche

Jesi, si stanca di aspettare in pronto soccorso e aggredisce con la stampella l’infermiere. Poi ne combina un’altra

JESI Un’altra aggressione, per fortuna rimasta solo sul piano delle minacce, ai danni del personale sanitario. Si è registrata nel pomeriggio di domenica al Pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani”. Un episodio comunque grave, che arriva a pochi giorni da quello subìto da un’infermiera del reparto Malattie Infettive di Torrette e da due infermiere e una Oss del Pronto soccorso del “Mazzoni” di Ascoli Piceno (30 dicembre). Si riaccende l’allarme sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere.

Domenica, ore 17 circa. Sala d’attesa piena, il Neodocs score – l’indicatore utilizzato per misurare il livello di sovraffollamento nei Pronto Soccorso – pericolosamente sovraffollato con 2 codici rossi in sala emergenza, qualche codice arancione di media gravità e molti codici azzurri e verdi.

La coda

Tradotto in numeri, significa 28/30 casi ancora aperti, una decina di persone in attesa per un totale di circa 35/40 pazienti presi in carico. Di questi, un paziente in attesa da circa un’oretta perde le staffe e si dirige verso l’infermiere del triage, lamentando che stava aspettando troppo.È un 68enne jesino, arrivato verso le 14 con un dolore addominale. Preso in carico dal triage, che gli assegna un codice verde, dopo essere stato visitato deve attendere la consegna del referto.

Il raptus

Dopo appena un’ora inizia a inveire contro l’infermiere del triage.

Lo fa con tono minaccioso, sordo a qualunque spiegazione sui tempi di attesa e sulla gestione delle emergenze. Niente, l’uomo non ne vuole sapere e dopo una sequela di improperi, insulti e minacce, tenta di aggredire il triagista con una stampella. Per fortuna gli altri infermieri in servizio vedendo la situazione degenerare, intervengono e bloccano l’uomo prima che potesse picchiare e ferire il collega. Altra circostanza fortuita ma favorevole: in Pronto soccorso si trovava una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Jesi. I militari sono subito intervenuti e hanno disarmato l’uomo della stampella che stava usando come bastone e lo hanno riportato alla calma dopo averlo identificato.

Alla vista dei carabinieri l’esagitato si è calmato e per fortuna nessuno è rimasto ferito. Con ogni probabilità sarà denunciato per le minacce aggravate. Dopo poco, il 68enne se ne torna a casa brontolando. Ma non è finita. Alle 23 rieccolo, torna in Pronto soccorso stavolta accompagnato da un’ambulanza del 118 sempre per dolori addominali. Di nuovo codice verde. Viene preso in carico verso mezzanotte, viene eseguita una Tac all’addome e viene diagnosticata una coleocistite che necessiterebbe di ricovero. Ma lui alle 5,30 rifiuta e se ne va, perché aveva i gatti a casa da soli e doveva portarli dal veterinario.




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