Italiano obbligatorio ai genitori stranieri, FLC CGIL a Valditara: “Una difficoltà diventa una colpa e la valutazione del figlio una sanzione”

La proposta del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per i genitori stranieri i cui figli hanno difficoltà a scuola provoca la reazione della FLC CGIL.
Il ministro, intervenendo al Meeting di Rimini, ha spiegato che la conoscenza della lingua da parte dei genitori è fondamentale per il rapporto con i docenti e per accompagnare il percorso scolastico dei figli.
Il sindacato critica nettamente l’ipotesi: “Rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per i genitori degli alunni stranieri ‘che non vanno bene a scuola’ non è integrazione: è una sanzione imposta per decreto, con un meccanismo che rischia di produrre esattamente l’effetto opposto a quello dichiarato”.
Per la FLC CGIL, imporre l’obbligo rischierebbe di allontanare ulteriormente le famiglie dalla scuola: “Trasforma una difficoltà in una colpa e lega la valutazione del figlio a una sanzione per il genitore”.
Il sindacato sottolinea inoltre che la scarsa partecipazione di alcune famiglie straniere alla vita scolastica può dipendere da ostacoli concreti, tra cui orari di lavoro, difficoltà di conciliazione e carenza di mediazione linguistica e culturale.
Da qui la richiesta al ministro di intervenire sui servizi già esistenti, a partire dai CPIA: “Servono più docenti, più corsi di italiano L2 in orari compatibili con il lavoro, mediatori linguistici e culturali stabili nelle scuole, percorsi di alfabetizzazione diffusi sul territorio e in rete con gli enti locali”.
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