Calabria

Iran, bollette e pieno: in arrivo la tempesta perfetta sulla Calabria

Preoccupa lo scenario livido che si va componendo in Medio Oriente. Le sue proiezioni definiscono una tempesta perfetta che si è già manifestata sui mercati di tutto il mondo. I segnali premonitori erano stati percepiti già prima che l’escalation militare in Iran entrasse nei bollettini di guerra, col Brent che aveva scollinato i 73 dollari al barile, il picco degli ultimi sette mesi. Poi l’onda d’urto che ha portato lo sconquasso: l’impennata di petrolio e gas, trader in allerta, assicurazioni marittime alle stelle. Il conflitto scatenato in Iran ha già raggiunto la Calabria, entrando nei bilanci familiari, depositandosi su bollette più care, e insinuandosi nei listini dei supermercati. Momenti difficili in arrivo anche per le imprese più piccole che, senza coperture finanziarie robuste, restano esposte ai venti di crisi. I contratti a termine si accorciano, i magazzini si svuotano con cautela.
Il segnale più nitido di questo terremoto è arrivato da Amsterdam dove le quotazioni del gas hanno superato i 60 euro al megawattora, toccando 63,49 euro: +41%, ai massimi da agosto 2022. Il timore è che il blocco delle esportazioni dal grande impianto di Gnl del Qatar e la chiusura dello Stretto di Hormuz comprimano l’offerta globale. Da quel corridoio energetico passa una quota decisiva delle forniture mondiali e il 36% del gas che lo attraversa (è la quota più alta verso un singolo Stato) finisce proprio in Italia.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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