ipotesi risorse da avanzi di bilancio
Sono giornate intense per gli uffici regionali. Le riunioni si moltiplicano con una verifica puntuale di tutte le voci di spesa nel tentativo di trovare risorse per coprire il deficit della sanità pugliese da 369 milioni di euro. L’obiettivo è quello di dare una sforbiciata ai costi della Regione senza intaccare i servizi per tentare di recuperare risorse anche attingendo dagli avanzi di amministrazione e limitare così l’impatto sui cittadini.
A pesare di più su un disavanzo comunque strutturale sono il costo del personale e quello dei servizi. La deadline è il prossimo 30 aprile quando la regione dovrà trasmettere ai Ministeri di Sanità e Finanze la relazione sulla proposta di manovra che dovrà poi essere validata dal MEF. Sembra ormai scontato puntare sulla leva fiscale con l’aumento dell’IRPEF perché quelle sforbiciate qua e là difficilmente si riusciranno a recuperare queste risorse necessarie a coprire il buco.
La linea sarà quella già prospettata nella riunione della scorsa settimana, anche dopo il pressing dei sindacati di tutelare le famiglie più fragili. Proprio i tagli definiti in questi giorni serviranno a tenere più bassa la manovra e non toccare gli scaglioni di reddito più bassi. Dai sindacati arriva però anche un altro appello, che non si scarichi il debito sempre sui soliti lavoratori in un momento storico tra l’altro in cui l’impennata dei prezzi ha già compromesso il potere d’acquisto delle famiglie.




