Società

Inno di Mameli in Costituzione, Valditara: “Finalmente un simbolo condiviso diventa legge suprema”

Sarà una data destinata a entrare nei manuali di storia: il 22 giugno, nella Sala Koch del Senato, si è tenuto il convegno “Il Canto degli Italiani nella Costituzione”. L’obiettivo è chiaro: inserire l’Inno di Mameli nell’articolo 12 della Carta, accanto al Tricolore.

A illustrare il senso profondo di questa riforma è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha aperto i lavori sottolineando come si tratti di “un passaggio storico per restituire dignità costituzionale a un simbolo che da sempre appartiene al popolo italiano”.

Da “provvisorio” a “supremo”: la lunga attesa dell’Inno

Può sembrare incredibile, ma fino al 2017 l’Italia non aveva una legge che riconoscesse ufficialmente il proprio inno nazionale. Il Canto degli Italiani, scritto dal ventenne Goffredo Mameli nel 1847 e musicato da Michele Novaro, era stato adottato “provvisoriamente” dal Consiglio dei ministri il 12 ottobre 1946. Un provvisorio che è durato settant’anni, un vuoto normativo che la legge 181 del 4 dicembre 2017 ha finalmente colmato.

Ora, grazie al disegno di legge costituzionale presentato il 13 maggio 2026 dalla senatrice Susanna Donatella Campione (prima firmataria) e già assegnato alla 1ª Commissione del Senato, si compie l’ultimo passo: l’Inno diventerà un principio fondamentale della Repubblica.

Un’iniziativa che ha raccolto firme trasversali: 29 senatori di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Un dato, questo, che Valditara ha voluto sottolineare: “Non è una bandiera di parte, è la bandiera di tutti”.

Goffredo Mameli, il ragazzo dai capelli lunghi che sfidò i tiranni

Nel suo intervento, il ministro ha tracciato un ritratto vivido dell’autore dell’inno, lontano dagli stereotipi del monumento celebrativo. “Ciò che oggi celebriamo non è un capolavoro di Giuseppe Verdi o di un altro gigante del nostro pantheon, ma l’opera di un ragazzo di vent’anni. Capelli lunghi e barba fuori ordinanza: genovese per nascita e ostinazione, italiano per moto proprio dell’anima”.

Mameli non era un generale, né un uomo di Stato. Era un poeta, uno studente, un patriota romantico che nel 1849, a soli 21 anni, si trovò a difendere la Repubblica Romana dall’assedio dei francesi. Il 3 giugno, durante un disperato contrattacco a Villa Corsini per spezzare l’accerchiamento, venne ferito a una gamba. La ferita si infettò, gli fu amputata la gamba, e morì di setticemia il 6 luglio, all’ospizio della Trinità dei Pellegrini. Aveva 22 anni.

“Trasgredendo un ordine diretto di Giuseppe Garibaldi, radunò la sua compagnia di amici più stretti – non guerriglieri, ma giovani studenti universitari, intellettuali, poeti – in un disperato contrattacco”, ha ricordato Valditara. Un sacrificio che ancora oggi parla al cuore dell’Italia: quello di un ragazzo che ha messo la vita davanti alle parole.

“Italiani. Fratelli. Costituzione”: il trittico che unisce

Il ministro ha poi collegato idealmente quei giorni del 1849 ai principi della nostra Carta. “Libertà, democrazia, centralità della persona, eguaglianza – ha detto – erano già nello spartito del Canto degli italiani”. E ha citato il celebre telegramma con cui Mameli chiamò Giuseppe Mazzini a Roma: “Roma. Repubblica. Venite.” Un messaggio fulmineo, in tre parole, che racchiude il senso di una storia.

“Oggi possiamo rievocare quel messaggio con un trittico che attraversa i secoli e ci proietta verso il futuro: Italiani. Fratelli. Costituzione”, ha concluso Valditara.

Un riconoscimento che non è solo formale. Come ha spiegato lo stesso ministro, l’inno di Mameli è stato il canto della Resistenza, il collante tra le diverse componenti del CLN che aspiravano a un’Italia democratica e libera. La sua melodia, “riconoscibile fin dal primissimo accordo”, è stata per decenni l’innesco popolare della nostra identità nazionale. Un’identità che, con questo voto, trova finalmente il suo pieno compimento nella legge fondamentale dello Stato.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »