“Il Piano Casa del Governo non offre risposte all’emergenza abitativa del Paese”
La posizione delle Regioni guidate dal centrosinistra, nel giorno in cui l’esecutivo ha deciso di blindare il decreto ponendo la fiducia in Parlamento
Scritto da Redazione, martedì 23 giugno 2026 alle 16:20
Le assessore e gli assessori alle politiche abitative di Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Umbria, Campania e Sardegna si sono riuniti oggi a Roma per manifestare contro il Decreto Casa del Governo e la decisione di porre la fiducia in Parlamento. Questo il documento condiviso che è stato consegnato alla stampa da Giovanni Paglia (Emilia-Romagna), Alessandra Nardini (Toscana), Fabio Barcaioli (Umbria), Marina Leuzzi (Puglia), Claudia Pecoraro (Campania) e Antonio Piu (Sardegna).
“Come assessore e assessori regionali alle Politiche abitative di Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Umbria, Campania e Sardegna, nel giorno in cui il Governo decide di blindare il Decreto Casa ponendo la fiducia e soffocando il dibattito in Parlamento, sentiamo la responsabilità di prendere parola e denunciare un provvedimento che non offre risposte all’emergenza abitativa del Paese. Ci dispiace profondamente che i colleghi delle Regioni di centrodestra, che la pensano esattamente come noi e affrontano ogni giorno gli stessi identici drammi nei loro territori, non siano al nostro fianco per lottare in difesa del diritto all’abitare, frenati solo da logiche di schieramento politico. Questo provvedimento è molto lontano dal rappresentare una soluzione anche solo accennata alla difficoltà di trovare un alloggio dignitoso, un problema che colpisce duramente le nostre comunità. Si presenta invece come una rinfusa di articoli utili forse a soddisfare particolarissimi interessi, ma totalmente estranei ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine.
Se il ministro Salvini avesse voluto sapere esattamente quante fossero le case popolari inagibili e i relativi costi di recupero, avrebbe potuto chiedere a noi e avrebbe avuto una risposta precisa e immediata. Quello che manca all’Italia non è l’ennesimo Commissario straordinario pagato 400.000 euro all’anno, ma i fondi per far partire i cantieri e ristrutturare gli alloggi. Risorse che continuano drammaticamente a mancare, perché i 970 milioni di euro stanziati in cinque anni basteranno a malapena per un terzo dei 60.000 alloggi sbandierati dal Ministro.
Allo stesso tempo, avremmo potuto fargli presente che il fondo per la morosità incolpevole serve come il pane in un Paese che, negli ultimi cinque anni, ha visto i salari crescere appena del 12% lordo a fronte di un’impennata degli affitti del 45%. Averlo azzerato è una scelta scellerata che scarica la tensione sociale direttamente sulle famiglie e sui Comuni.
Rimane inoltre un mistero a chi sia rivolto il cosiddetto terzo pilastro del piano, costruito su criteri del tutto insostenibili per le imprese private nella maggior parte del nostro Paese, e del tutto impraticabili per chi abbia reale bisogno di una casa nei pochissimi quartieri delle poche città in cui si possa raggiungere un equilibrio economico-finanziario. Le nostre sono critiche fondate sui fatti, che nascono dall’esperienza quotidiana di chi si confronta con il tema casa nei territori. Purtroppo non hanno trovato ascolto in chi aveva bisogno solo di un titolo sui giornali e di un po’ di propaganda. Non è così che si governa un grande Paese come l’Italia, né così si rispettano i milioni di nostri concittadini che ogni giorno lottano per vedere riconosciuto il proprio diritto all’abitare.
Siamo amministratrici e amministratori pragmatici e restiamo aperti al confronto, se il Governo vorrà ascoltarci e fare un buon servizio all’Italia. In caso contrario, l’Esecutivo si assumerà la piena responsabilità di un fallimento pesante ed evitabile”.
L’assessora Alessandra Nardini della Regione Toscana ha partecipato, insieme all’assessore dell’Emilia Romagna Giovanni Paglia e all’assessore dell’Umbria Fabio Barcaioli al presidio unitario organizzato per questa mattina a Roma, in Piazza Capranica, da Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini.
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