Informazione Campania – ISCHIA – ABBATTUTA LA CASA DI MARIAGRAZIA: “STO MALE, NON HO PIU’ LACRIME DA VERSARE”
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- Scritto da Emilio Spiniello
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di Gennaro Savio
Non ha più lacrime da versare Mariagrazia Buono dopo l’abbattimento della sua casa in cui ha vissuto per oltre trent’anni assieme al marito Mario ed ai figli Luca e Graziana e ripete sempre le stesse parole: “La mia casa non c’è più, è solo un cumulo di macerie, mi sento male”.
Questa famiglia di umili lavoratori in pochi giorni si è vista distruggere trent’anni di inenarrabili sacrifici e rinunce per realizzare l’unico bene che aveva, un tetto sotto cui potersi coprire la testa.
Quello che lascia perplessi è che da quindici anni a questa parte si abbattono solo le case della povera gente e giammai gli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica con cui sono state distrutte coste e colline della nostra regione. E questo nel silenzio assoluto della politica che dovrebbe avvertire il dovere morale di trovare una soluzione legislativa per fermare questa mattanza frutto di decenni di malapolitica e che invece in taluni casi si limita solo ad avanzare false promesse elettorali: assurdo! Intanto i figli di Mario e Mariagrazia, a insaputa dei loro genitori che per riservatezza e dignità mai avrebbero voluto, hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe (per accedere fare il copia/incolla del link che segue: gofund.me/8d13efc6e), come ci spiega Luca.
“Insieme a mia sorella – ha affermato Luca – abbiamo deciso di avviare una raccolta fondi per aiutare i miei genitori in questo momento difficile, magari per pagare qualche mensilità del fitto. L’abbiamo fatto a loro insaputa perché essendo lavoratori e persone con valori, non avrebbero mai acconsentito. L’iniziativa sta avendo un grosso seguito. Siete stati in tanti ad aiutarci e vi ringraziamo, ma vi chiediamo di continuare a sostenere i miei genitori per consentirgli di potere andare avanti.”
Nel frattempo questa famiglia di grandi, onesti e umilissimi lavoratori la cui tragedia dimostra che sull’isola d’Ischia da oltre un decennio non vanno giù gli immobili riconducibili alla criminalità organizzata o quelli della grossa speculazione edilizia affaristica come qualcuno vorrebbe far credere, in queste ore hanno dato una grande lezione di umanità e compostezza allo Stato italiano che dopo trent’anni gli ha abbattuto la casa, realizzando una “tomba” sulle macerie di ciò che resta della loro abitazione, con la collocazione di una croce, di un mazzettino di fiori e la scritta: “Qui giacciono ricordi, sacrifici, rinunce, conquiste, nascite e perdite. Vive invece il cuore. Quello che chi ne è complice non ha”.
Cari Mariagrazia, Mario, Luca e Graziana, a voi va tutta la nostra solidarietà umana e sappiate che per noi eredi politici e giornalistici di Domenico Savio che bene conosciamo le ragioni politiche che lo hanno generato e fatto proliferare, del fenomeno dell’abusivismo edilizio siete stati vittime dello Stato inadempiente e non carnefici! Grazie infinite per la grande lezione di umanità e compostezza che ci avete donato.
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