Inclusione lavorativa e disabilità psichica, a Nuoro si è tenuto l’incontro AGORAI 2026: “Superare i pregiudizi per garantire il futuro”
La sala Consiliare del Comune di Nuoro ha ospitato ieri l’AGORAI 2026, un nuovo appuntamento incentrato sul tema “Lavoro e benessere – Inclusione, opportunità e valore nel mondo del lavoro″. Come ha spiegato Antonella Denti, direttrice del Dipartimento Salute Mentale dell’ASL tre di Nuoro, l’incontro è stato dedicato all’inclusione lavorativa delle persone con un focus sul benessere, puntando a favorire il dialogo tra istituzioni, servizi, imprese e cittadinanza. Attorno al tavolo si sono ritrovati istituzioni, cooperative, associazioni di volontariato impegnate nel campo del disagio mentale, oltre a genitori e utenti.

Evento Agorai (foto F. Nieddu)
Nel corso del dibattito, i rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato come la partecipazione delle persone con disabilità psichica alle attività lavorative, pur dopo la frequentazione di tirocini formativi, borse lavoro o altre forme d’inserimento, si scontri spesso con la volontà delle aziende. Queste ultime, pur riconoscendo le capacità del lavoratore invalido, frequentemente non accettano l’assunzione nell’organico aziendale. A frenare l’inserimento nel mercato del lavoro del disabile mentale interviene spesso anche la percentuale d’inabilità riconosciuta.
GLI OSTACOLI TRA FAMIGLIE E AZIENDE – Un altro aspetto emerso è la diffidenza di molte famiglie e di genitori possessivi. Per alcuni nuclei, l’invalido rappresenta una risorsa economica, e l’inserimento lavorativo comporterebbe la revoca dell’assegno di accompagnamento o della pensione d’invalidità, riducendo le fonti di sostegno per la famiglia di origine. Questo comportamento ostacola il disabile e non gli consente di frequentare i processi formativi, una situazione che richiede una sinergia d’interventi tra le istituzioni per essere superata. I rappresentanti delle cooperative sociali hanno esposto l’esperienza dei progetti avviati con aziende artigiane e commerciali, sottolineando la difficoltà di coniugare la situazione del disabile, spesso senza esperienze o inabile al lavoro senza possibilità di assunzione, con le necessità aziendali. Attualmente esistono i finanziamenti dei progetti PLUS, sostenuti da un contributo della Regione, che hanno permesso a molte cooperative di assumere invalidi. È stata avanzata la proposta di introdurre un riconoscimento, come premio o incentivo, per le aziende di qualunque settore che assumono invalidi dopo i tirocini formativi. Inoltre, un accenno è stato posto sulla funzione del collocamento mirato per favorire le assunzioni nelle aziende private e negli Enti pubblici con una determinata percentuale di dipendenti d questo genere in organico.
LE TESTIMONIANZE E LE PROSPETTIVE FUTURE – Un momento di forte emozione è stato segnato dalla testimonianza di un candidato lavoratore, il quale ha rimarcato come il lavoro rappresenti per i disabili la programmazione del loro futuro. Nonostante la partecipazione a tirocini, borse lavoro e progetti inclusivi, l’assunzione resta difficile a causa dei pregiudizi. Da qui la richiesta di un maggiore impegno istituzionale e della creazione di case per disabili dove poter vivere in autonomia. Sul fronte istituzionale, l’intervento di un’ex insegnante, preside e sindacalista ha rimarcato le storiche carenze del sistema, citando il caso di un proprio parente che a Nuoro non aveva potuto realizzarsi, anche per via di insegnanti di sostegno non preparati ad affrontare la situazione, e che è invece riuscito ad affermarsi in una città del continente ricoprendo un incarico importante in un Ente Pubblico. Infine, è stata evidenziata la necessità di sviluppare il settore agricolo come opportunità di crescita occupazionale anche per i disabili. Oggi molti anziani lavoratori lasciano la terra per ragioni anagrafiche, cedendo i terreni agricoli alle multinazionali del fotovoltaico e dei campi eolici; una tendenza che non favorisce lo sviluppo dell’agricoltura, risorsa economica prevalente in Sardegna. Nelle conclusioni è stato rilevato come esistano ancora resistenze, pregiudizi e soprattutto scarse risorse economiche nello sviluppo per consentire l’inserimento lavorativo, una criticità che colpisce i disabili ma anche molti altri cittadini in cerca di occupazione.
Franceschino Nieddu
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