Incendi, l’Agrigentino brucia ancora: danni nei Monti Sicani e paura a Torre Salsa
Sono rientrate nelle proprie abitazioni tutte le persone evacuate ieri in via precauzionale durante il vasto incendio che ha interessato Santo Stefano Quisquina e l’area dei Monti Sicani. L’emergenza, tuttavia, non è ancora conclusa: restano attivi cinque fronti nelle zone di San Calogero, Serra Quisquina, Stagnataro, Gargiuffe e Pioppo, dove proseguono le operazioni di spegnimento e bonifica. Inizia intanto la conta dei danni, soprattutto per il comparto agricolo e zootecnico. A Bivona il Comune ha annunciato la richiesta dello stato di calamità dopo che il rogo ha distrutto circa 750 ettari tra boschi e coltivazioni. Analoga iniziativa sarà adottata anche dal Comune di Santo Stefano Quisquina.
Un vasto incendio ha interessato nella notte i territori di Siculiana, Realmonte e Agrigento, devastando parte della riserva naturale di Torre Salsa e arrivando a ridosso del centro abitato di Siculiana, dove alcune abitazioni sono state minacciate dalle fiamme. Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito da monte Mele per propagarsi rapidamente fino all’ingresso Pantano dell’area protetta, estendendosi anche alle campagne circostanti. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte con l’impiego delle squadre del Corpo forestale e dei vigili del fuoco, impegnate a contenere il fronte dell’incendio e a proteggere le abitazioni. Sono in corso le verifiche per accertare l’entità dei danni provocati al patrimonio naturalistico della riserva.
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