Sardegna

In Sardegna prorogato il divieto di lavoro al sole nelle ore più calde

Cagliari

Sono interessati i settori agricolo, florovivaistico, dell’edilizia e dell’impiantistica

Con un’ordinanza firmata dalla presidente Alessandra Todde, la Regione ha prorogato il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata per i settori agricolo, florovivaistico, dell’edilizia e dell’impiantistica. Il provvedimento, valido fino al 30 settembre, vieta le attività svolte in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16, ma solo nei giorni in cui la mappa del rischio elaborata dal progetto Worklimate, curato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l’Inail, segnali per le ore 12 un livello “alto” per la Sardegna.

Come si legge nel testo, la decisione nasce dalla necessità di tutelare la salute dei lavoratori esposti al rischio di colpi di calore e stress termico, in un’estate caratterizzata da condizioni di alta pressione e anticicloni persistenti su gran parte del territorio regionale. Il Centro Funzionale Decentrato dell’Arpas ha già emesso diversi avvisi di ondate di calore nel corso della stagione e le previsioni indicano la possibilità di nuove temperature elevate anche nel corso di settembre.

Il provvedimento prevede alcune esenzioni: le prescrizioni non si applicano alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori, quando si tratti di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, compresa l’Agenzia Forestas per le attività di presidio, controllo e vigilanza del territorio. Resta comunque fermo l’obbligo, per i datori di lavoro, di adottare misure organizzative idonee a ricondurre il rischio di esposizione dei lavoratori a un livello accettabile, come previsto dal decreto legislativo 81 del 2008.

Per chi non rispetta gli obblighi previsti dall’ordinanza sono contemplate le sanzioni stabilite dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

La Uil: “Bene proroga, ma basta agire in emergenza. Adesso un Protocollo con regole certe”

“Siamo soddisfatti di questa proroga dell’ordinanza che vieta fino al 30 settembre il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, ma come avevamo detto solo pochi giorni fa non si può continuare a lavorare come se il caldo fosse un’emergenza. È un fattore con cui ormai dobbiamo fare i conti: dobbiamo cambiare le regole e programmare un piano d’azione. Per farlo è necessario costruire un vero Protocollo regionale permanente”. Così la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru, sulla proroga dell’ordinanza che regola il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata.

Per la Uil Sardegna è arrivato il momento di aprire un confronto tra sindacati, associazioni datoriali, Regione, Inail e Ispettorato del lavoro, sistema sanitario e Protezione civile, analizzare la situazione alla luce di quanto sta accadendo, e mettere le basi per il Protocollo. “Non si può continuare a lavorare come se questa fosse una emergenza”, ha ribadito Murru, “è un problema che ormai investe tante categorie lavorative: accanto ad edilizia e agricoltura, la logistica, il turismo, i servizi ambientali e tante altre che devono fare i conti con le alte temperature”.

Per la Uil Sardegna occorre fare prevenzione: “Usiamo i dati climatici e gli strumenti come Worklimate per prevenire il rischio”. Secondo il sindacato “ci sono da proteggere assolutamente i lavoratori più fragili quelli che pur di potare a casa lo stipendio scelgono di correre il rischio di lavorare anche quando le temperature sono torride, mettendo in pericolo la loro stessa vita”.

“Dobbiamo impedire che un lavoratore sia costretto a dover scegliere tra salute e denaro. Occorre quindi garantire il reddito anche quando è impossibile lavorare: per farlo”, ha aggiunto Murru, “occorre fissare strumenti certi che garantiscano il reddito e il lavoro anche per i lavoratori precari. Solo con un Protocollo sulle condizioni climatiche estreme si potranno fornire ai lavoratori tutte le garanzie. La proroga dell’ordinanza è un primo passo. Ribadiamo la nostra richiesta alla Regione di convocare al più presto le parti sociali e iniziare a lavorare insieme per costruire le nuove regole. Abbiamo tutto l’inverno per impedire che i lavoratori rischino ancora la vita per portare a casa lo stipendio”.

Martedì, 8 settembre 2026

©Riproduzione riservata


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »