Impalcati malati, stop ai mezzi pesanti su un tratto di strada al Biscione: ecco cosa succede
Genova. L’emergenza viadotti presenta il conto: un altro impalcato stradale colpito da limitazioni di carico a Genova dopo le ispezioni scattate in base alle linee guida del ministero dei Trasporti. A presentare possibili criticità è un tratto di via Leonardo Fea, la strada che costeggia il cosiddetto Biscione basso sulle alture di Marassi, che sarà vietato a mezzi con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate senza concessione di deroghe.
Si tratta di poche decine di metri di strada, proprio davanti all’ingresso dell’asilo Montale. Ma è abbastanza per stravolgere la viabilità della zona, che i veicoli di grandi dimensioni percorrono sfruttando l’anello composto da via Fea e via Loria nella parte superiore. Questo tragitto circolare diventerà off limits finché l’impalcato non sarà dichiarato nuovamente sicuro, o perché i successivi monitoraggi daranno risposte diverse o perché – più probabilmente – si dovrà eseguire un intervento di manutenzione straordinaria.

Il problema riguarda soprattutto i camion di Amiu per la raccolta rifiuti e i bus Amt della linea 356. “Ieri abbiamo fatto un sopralluogo – spiega il presidente del Municipio Fabrizio Ivaldi -. I cassonetti verranno spostati, per i mezzi pubblici stiamo valutando come procedere”.
Una soluzione individuata per evitare di tagliare fuori l’intero complesso del Biscione prevede che i bus seguano il percorso normale attraverso via Loria fino alla seconda fermata di via Fea: da lì inversione di marcia sfruttando una piazzola oggi adibita a parcheggio, quindi nuovo transito in via Fea stavolta imboccandola da levante, inversione nello spiazzo all’altezza di via Emery e ritorno a valle come di consueto. Le aree predisposte sono già individuate nell’ordinanza. “Il problema è che gli autobus, nella curva sotto via Fratelli Cervi, finirebbero contromano – riprende Ivaldi – quindi adesso gli uffici stanno ragionando. L’obiettivo resta garantire il servizio a tutti”. Anche dall’azienda riferiscono che la decisione verrà presa probabilmente all’inizio della prossima settimana. Nel frattempo le modifiche restano congelate.
Nello stesso municipio è aperta da anni la travagliata vicenda dell’impalcato di via Donaver sulle alture di San Fruttuoso (ora si parla di messa in sicurezza nel 2027) e negli scorsi giorni è scattata una limitazione di portata anche sul ponte Serra tra piazza Romagnosi e piazza Carloforte: la soglia massima prescritta in questo caso è 20 tonnellate, quindi i bus Amt potranno continuare a transitare normalmente.
Ponti e impalcati, caccia a 1,8 miliardi di euro
“Continueranno a uscire ordinanze, è il problema che segnaliamo da mesi – interviene Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici -. Secondo gli ultimi risultati del censimento abbiamo 673 tra ponti, viadotti e impalcati e stimiamo che il 30% presenti criticità. L’ho detto più volte: è una partita da 1,8 miliardi in cinque anni. Se non attingiamo ai 108 milioni residui dall’accordo con Autostrade per i risarcimenti del ponte Morandi, bisogna dire ai genovesi che al Matitone non c’è la zecca per stampare denaro. Entro il 30 giugno completeremo le ispezioni, stiamo rispettando il target e gli ispettori Ansfisa hanno accertato che i tecnici esterni hanno lavorato correttamente. Poi saranno i monitoraggi a dirci se le precauzioni imposte erano sottovalutate, sopravvalutate o corrette. Dopodiché dovranno seguire gli interventi di messa in sicurezza“.
I numeri delle risorse necessarie sono da capogiro e attualmente le disponibilità economiche del Comune sono irrisorie rispetto alle necessità. L’Autorità portuale ha messo sul piatto 4 milioni di euro che permetteranno di completare le ispezioni, dato anche che diverse opere critiche si trovano sulle principali arterie di collegamento per lo scalo. Altri 5 milioni erano stati promessi dalla Regione, ma l’ente vorrebbe erogarli solo a fronte di una progettazione che al momento non può essere redatta. Solo per i monitoraggi servirebbero circa 10 milioni di euro, e ad oggi la copertura completa non c’è.
Le limitazioni di transito, intanto, si moltiplicano in tutte le zone della città. E, mentre un’interdizione anche parziale è in grado di complicare la vita ai residenti dei quartieri più popolosi, timori ancora più severi riguardano ad esempio corso Europa, col rischio di provvedimenti sull’intero tracciato. La Pedemontana è realizzata tutta su impalcati e viadotti e il Comune teme gravi ripercussioni sul traffico, anche quello extraurbano. Solo su questo asse vengono stimati 5 milioni di euro per ispezioni, monitoraggi strutturali e progettazioni sulle opere prioritarie.




