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Il vergognoso attacco della tv russa alla Meloni e quegli insulti impronunciabili: chi è e cosa ha detto Solovyov

Parole violente e irripetibili quelle di Vladimir Solovyov, uno dei principali volti della tv russa, contro l’Italia e Giorgia Meloni. Giornalista e conduttore del programma Domenica sera con Vladimir Solovyov su Rossija 1, apre così un nuovo fronte con l’Italia, dopo mesi di tensioni lungo la direttrice Roma-Mosca, e a pochi giorni dalla visita in Italia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Durante una delle sue ultime trasmissioni ha usato parole durissime, alcune irripetibili, e lo ha fatto direttamente in italiano contro la premier, parlando di “vergogna della razza umana”, “bestie”, “idiota patentata”, “cattiva” e “put…”. Il fatto di aver mescolato l’italiano al russo dà l’idea che il messaggio dovesse arrivare prima all’Italia che al suo pubblico. L’ennesimo messaggio contro il nostro Paese per il sostegno all’Ucraina. Prima di lui era stato il turno di altre due voci di Mosca: l’ex primo ministro Dmitrij Medvedev e la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, che ha più volte attaccato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Meloni”, ha poi aggiunto Solovyov, “è una creatura fascista che ha tradito i suoi elettori”. Poi l’affondo sulla politica estera: “Tradimento è il suo secondo nome, ha tradito anche Trump, al quale aveva giurato fedeltà”.

Un attacco frontale che ha spinto la Farnesina a convocare l’ambasciatore russo a Roma. “Ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyev sulla televisione russa nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza”. ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Non è la prima volta che Solovyov attacca l’Italia. Un anno fa aveva postato su Telegram una foto di Meloni con Macron, scrivendo che i due erano “cavalieri dell’Apocalisse”. Nello stesso periodo il presentatore se l’era presa anche con Sergio Mattarella, descrivendo la sua leadership come un “rifiuto” della Russia e un fattore scatenante “dell’isteria anti-russa”. Altra personalità finita nel mirino è stata la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. Durante una puntata del suo show su Rossiya 1 ha attaccato Picierno, anche in quell’occasione in italiano, definendola “creatura patetica e insignificante” e “una bestia disgustosa”, dicendo anche che la sua bocca “puzza di tirannia”.

Chi è Vladimir Solovyov

Classe ’63, Solovyov è una delle voci più vicine al Cremlino, dopo un inizio di carriera come giornalista indipendente, e ogni tanto conduce il programma indossando una giacca con la falce e il martello sovietici. È noto soprattutto per il suo stile aggressivo e per la retorica anti-occidentale e anti-ucraina. Diverse organizzazioni internazionali lo considerano una delle voci più importanti nel processo di diffusione di fake news e tra i principali sostenitori dell’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel 2022, nonché tra quelli più aggressivi, con ripetute richieste all’esercito russo di colpire le infrastrutture di Kiev. Oltre al programma in tv, l’anchorman ha una fortissima presenza su Telegram e YouTube, a cui si aggiunge il proprio sito.

Data la sua vicinanza con Vladimir Putin, Solovyov è stato sanzionato da Unione europea, Stati Uniti, Regno Unito e Canada. Ma ha un conto in sospeso anche con l’Italia. Nel marzo del 2022 la polizia italiana ha sequestrato ville e yacht per un valore di 140 milioni di euro appartenenti a quattro personalità russe di spicco, inserite nella lista delle sanzioni dell’Ue: tra queste c’era proprio il giornalista. In particolare a Solovyov sono state sequestrate due ville sul lago di Como del valore di 8 milioni di euro. In quell’occasione aveva attaccato Italia ed Europa violentemente: “Non ho niente da chiedere a questi bastardi nazisti. Sono nazisti. Prima di tutto, privano gli ebrei come me delle loro proprietà in Italia… Noi ebrei non siamo abituati al fatto che i nazisti europei ci privino delle nostre proprietà”.

Una retorica bellicosa

Quella di Solovyov è una retorica che negli anni si è fatta sempre più bellicosa. Qualche settimana fa ha chiesto al Cremlino di considerare l’ipotesi di attacchi nucleari contro città ucraine come Kiev e Odessa.

Nel tempo ha anche sostenuto la necessità di un approccio più duro contro la Nato, con strike mirati contro gli impianti di produzione di armi in Germania, Norvegia, Romania e Regno Unito. Ma non solo. Per il giornalista sarebbe necessario estendere le “operazioni speciali” anche ad altri Paesi, con attacchi in Armenia e in Asia centrale.


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