Veneto

«Il Veneto non può più rimandare»


Il tema del fine vita resta uno dei nodi più delicati e discussi anche nel padovano, dove negli ultimi anni il dibattito ha coinvolto associazioni, cittadini, amministratori e mondo sanitario. A riportarlo al centro del confronto politico regionale è stata la proiezione, a Palazzo Ferro Fini, del docufilm “Lasciatemi morire ridendo”, dedicato alla storia di Stefano Gheller, il vicentino affetto da una grave patologia progressiva che aveva chiesto alla Regione Veneto una legge capace di garantire tempi certi e procedure chiare. A promuovere l’iniziativa è stata la consigliera regionale Elena Ostanel, di Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche, che ha spiegato di aver voluto portare il film in Consiglio regionale soprattutto per riaprire un confronto diretto con chi, tra i consiglieri, mantiene ancora dubbi sul tema.

«La proiezione del docufilm sulla vita di Stefano Gheller non è stata solo l’occasione per rimettere al centro della discussione politica il tema del fine vita, ma soprattutto l’occasione per parlare a quelle consigliere e a quei consiglieri regionali che su questo tema hanno ancora dubbi e paure – ha detto Ostanel -. Perché prima di discutere e votare una legge, mi piacerebbe che si conoscessero le vite di cui stiamo parlando. L’obiettivo è creare uno spazio di ascolto e responsabilità. La storia di Stefano riguarda tutti: maggioranza, opposizione, persone favorevoli, persone contrarie e soprattutto chi non ha ancora maturato una posizione definitiva. Voglio riconoscere anche a Zaia un interessamento rispetto a questa proiezione che va oltre il semplice ruolo istituzionale di Presidente del Consiglio regionale. È un segnale positivo, che mi auguro possa avere un seguito concreto. Anche perché fu proprio Zaia, nel primo Consiglio di questa legislatura, a dire di essere pronto a votare una proposta sul fine vita. Oggi abbiamo l’occasione per riaprire davvero il confronto e arrivare finalmente a una legge chiara, che non lasci sole queste persone e le loro famiglie».

Al centro della discussione c’è la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’associazione Luca Coscioni e sottoscritta da oltre 9mila cittadine e cittadini veneti. Secondo Ostanel, il testo può tornare in Aula, anche alla luce delle indicazioni arrivate dalla Corte costituzionale. «La proposta di legge di iniziativa popolare Liberi Subito, sottoscritta da oltre 9.000 cittadine e cittadini veneti, può tornare presto in Aula – ha aggiunto Ostanel -. Noi siamo pronti anche con alcuni emendamenti che servono a recepire le indicazioni arrivate dalla Corte costituzionale. Non ci sono più scuse, nemmeno per chi utilizza falsità o confonde il necessario supporto alle cure palliative con una norma che sia di sollievo alle persone per le quali le cure palliative non bastano o non funzionano. Ora però è la maggioranza che deve chiarirsi le idee e decidere se dare una risposta a quelle firme e soprattutto alle persone che potrebbero usufruire di una norma sul fine vita, oppure se scegliere ancora una volta di ignorarle».

Dopo la proiezione, Ostanel ha ricordato come la vicenda di Gheller fosse già arrivata in Consiglio regionale quasi tre anni fa, quando lo stesso Stefano aveva portato la propria testimonianza chiedendo una legge. Alla proiezione era presente anche la sorella Cristina Gheller, ringraziata dalla consigliera per la partecipazione. «Con la proiezione di “Lasciatemi morire ridendo”, Stefano Gheller è tornato in Consiglio regionale dopo poco meno di tre anni – ha sottolineato -. È tornato nel luogo in cui aveva già portato la sua storia e chiesto una legge sul fine vita. Ed è tornato insieme a sua sorella Cristina, che ringrazio per la presenza e per il coraggio. Per lei non credo sia semplice rientrare in un Palazzo che ha tradito le aspettative e la fiducia di suo fratello. Mi piacerebbe poter dire che in questi tre anni siano stati fatti passi avanti. Ma purtroppo non è così. In Veneto non abbiamo ancora una legge sul fine vita, mentre altre Regioni, come Toscana e Sardegna, l’hanno approvata. Il Veneto è ancora fermo. Una legge sul fine vita non toglie nulla a chi vuole vivere fino alla fine. Non impedisce a nessuno di essere curato, accompagnato e assistito, e non mette in discussione le cure palliative, che anzi devono essere garantite sempre e meglio. Serve invece a dare tempi certi, procedure trasparenti e garanzie chiare a chi si trova in condizioni precise, già indicate dalla Corte costituzionale, e chiede di non essere lasciato solo nella propria sofferenza».

La consigliera ha quindi ribadito che il lavoro sul testo è proseguito anche dopo la precedente battuta d’arresto in Aula, con la preparazione di modifiche ritenute necessarie per adeguare la proposta alle indicazioni della Consulta. «In questi tre anni non sono rimasta ferma – ha aggiunto Ostanel -. Ho continuato a lavorare, spesso anche sotto traccia. La Corte costituzionale si è espressa, confermando l’impianto della proposta Liberi Subito dell’associazione Luca Coscioni e indicando alcuni punti su cui intervenire per migliorarla. Abbiamo preparato gli emendamenti necessari per recepire quelle indicazioni. Oggi siamo pronti a riportare questa proposta in Aula, a discuterla, a migliorarla dove serve, ma soprattutto ad approvarla».

Nel finale, la consigliera ha chiamato in causa il presidente del Consiglio regionale Alberto Stefani, chiedendo una presa di posizione chiara sulla disponibilità a lavorare a un testo condiviso. «Il timore più grande riguarda l’assenza del presidente Stefani – ha concluso Ostanel -. Non so se non abbia potuto o non abbia voluto essere presente. Questo può saperlo solo lui. Ma credo che, su un passaggio così importante, chi ha una responsabilità politica e istituzionale dentro la maggioranza debba dire con chiarezza da che parte vuole stare. Mi auguro che questa legge arrivi in Aula, venga discussa e approvata».

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »