Il Velo e la Traccia della Luce”
Venezia ospita la prima personale all’estero del pittore cinese Yi Ming. Sull’isola di San Servolo, dal 23 luglio al 19 agosto, la mostra Velatura · Vestigia — Il Velo e la Traccia della Luce riunisce trenta lavori recenti che esplorano la luce attraverso stratificazioni cromatiche e segni del tempo.
Il titolo mette subito in luce i due poli della ricerca dell’artista: la “velatura”, tecnica della pittura italiana che procede per sottili stesure trasparenti, e le “vestigia”, ovvero le tracce e i residui lasciati dal passare del tempo. In quest’accostamento si definisce il metodo di Yi Ming, che costruisce immagini attraverso sovrapposizioni delicate capaci di trattenere e restituire la luce in profondità.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
CF: 94073040274
I dipinti esposti — realizzati principalmente a olio — mostrano paesaggi, nubi, linee d’orizzonte e composizioni spaziali che somigliano a echi luminari. Le immagini si presentano sospese tra apparizione e svanire; più che rappresentazioni nette sono impressioni che emergono dai piani cromatici, dove la luce è al tempo stesso nascosta e rivelata.
L’approccio dell’artista nasce da una sintesi tra sensibilità orientale e pratica tecnica occidentale. Nelle opere la mano rimane evidente: il processo lento della pittura, il sovrapporsi dei colori e la gestione dei tempi di asciugatura diventano strumenti per misurare la presenza e l’assenza. In questo senso, la mostra assume anche un valore critico rispetto all’attuale accelerazione dell’immagine digitale.
Nel catalogo concettuale di Yi Ming, il silenzio opera come contrappunto alla visibilità istantanea. Le tele invitano a una fruizione meditativa: l’osservatore è spinto a soffermarsi, a seguire i passaggi graduali della luce e a cogliere le tracce che altrimenti sfuggirebbero a uno sguardo frettoloso. L’esperienza espositiva è pensata come un percorso che richiede tempo e attenzione, non come un consumo rapido di immagini.
La curatela della rassegna punta a valorizzare questa modalità di fruizione. Le opere sono disposte in modo da accompagnare lo spettatore da campiture più scure e trattenute verso aree più luminose, disegnando un itinerario visivo che rispecchia la progressione della ricerca di Yi Ming. Le tecniche impiegate variano, ma tutte hanno in comune la volontà di archiviare e restituire la luce come memoria.
A spiegare il progetto espositivo è Claudio Giannini, promotore della mostra, che mette l’accento sul ciclo dedicato all’arte orientale in corso sull’isola. “Prosegue con entusiasmo il ciclo di esposizioni dedicate all’arte orientale, volto a mettere in evidenza le indiscusse qualità espressive di questi artisti. Facendo seguito alla mostra di apertura L’Oriente all’alba, che ha riscosso un significativo successo sull’isola, proponiamo oggi un ideale florilegio di quella rassegna attraverso le opere di Yi Ming. Presentiamo al pubblico trenta dipinti eseguiti con diverse tecniche, che consentono di apprezzare appieno le capacità di questo giovane talento, già ampiamente riconosciuto a livello internazionale.”
Per il pubblico la mostra offre dunque un’occasione di incontro con una pittura che rivendica la durata e la presenza fisica dell’opera, in controtendenza rispetto alla rapidità del consumo visivo contemporaneo. Le superfici dei quadri diventano campi di osservazione dove la memoria e il tempo si imprimono sotto forma di strati e scarti cromatici.
La rassegna è visitabile sull’isola di San Servolo; l’ingresso è libero e la mostra resterà aperta fino al 19 agosto.
Source link




