Il superstizioso Flavio Cobolli che al Roland Garros gioca la finale e usa la doccia di Nadal
Flavio ha ringraziato e ricordato tutta la famiglia dopo il successo in Coppa Davis a Bologna a novembre. E poi ha fatto il nome di Edoardo Bove suo amico da sempre come Riccardo Calafiori perché il numero dieci del tennis mondiale poteva essere un calciatore. Ha scelto la racchetta, ma non ha dimenticato il pallone. Pochi giorni fa, quando i giocatori del Paris Saint-Germain hanno portato il trofeo della Champions League appena vita sul centrale, lui è arrivato subito e in una delle interviste alla fine dei suoi incontri non ha mancato di ricordare che, nella prossima stagione, c’è anche la Roma in Champions.
Cobolli è romanista nell’animo. Fra un titolo Slam e lo scudetto della Roma sceglierebbe il primo, «ma se mi chiedeste di scegliere tra qualsiasi altra cosa e uno scudetto per la Roma, sceglierei la Roma». A L’équipe ha raccontato: «Sono cresciuto in una famiglia di tifosi della Roma. Andavamo sempre allo stadio tutti insieme, abbiamo l’abbonamento stagionale. Ho sempre amato guardare le partite di calcio. Giocavo anche molto con mio padre e ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni. A 9 anni la Roma mi ha chiamato per entrare nel loro vivaio e ho giocato lì per cinque anni. Ma a un certo punto ho dovuto scegliere e ho preferito il tennis. Mi piace ancora giocare a calcio, ma è uno sport in cui non puoi controllare tutto da solo».
E lui vuol controllare tutto, magari anche con un po’ di superstizione. Nella intervista alla fine della partita dei quarti di finale ha ribadito che va allo stesso ristorante e non cambia il menu e che a Parigi usa la doccia di Nadal, qui vincitore 14 volte. «Ho un ricordo legato proprio a quella doccia: una volta cercai di rubargli del tempo nella stessa e lui bussò. Ho dovuto fare tutto in fretta perché mi stava aspettando e mi disse che quella era la sua doccia da 14 anni».
Accanto a lui dal 2020 c’è la fidanzata Matilde Galli. «L’ho conosciuta quando non ero nessuno. Ero fuori da questo circuito e sono cresciuto completamente qui. L’ho incontrata quando avevo 18 anni, ero oltre il millesimo posto nel ranking mondiale e stiamo ancora insieme. Credo quindi che abbiamo trovato qualcosa che, evidentemente, funziona», ha raccontato Cobolli sul sito ufficiale dell’Atp nell’aprile 2026.
Qualcosa funziona anche con gli altri giocatori. Queste le parole su di lui dette dal suo avversario nella finale che è partito ricordando che sono amici. «Flavio è un grande giocatore, un bravo ragazzo. Mi piace. Mi piace molto suo padre. Per me sono due persone molto, molto buone in generale. Non vedo l’ora di affrontarlo in finale. Lui è semplicemente una bella persona. Ha un cuore d’oro. Penso sia estremamente divertente se lo si conosce. Mi piace suo padre, anche lui è molto divertente. Quindi sì, è un bravo ragazzo».
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