Trentino Alto Adige/Suedtirol

Il Südtirol riempie lo stadio Druso?

Il Südtirol continua a muoversi su numeri relativamente contenuti in termini assoluti, ma il dato cambia parecchio se si guarda la percentuale di riempimento dello Stadio Druso. È proprio qui che, consultando i numeri, emerge un elemento interessante per Bolzano: nonostante una piazza storicamente distante dalle grandi tradizioni calcistiche italiane, il Druso è oggi uno degli impianti con il miglior rapporto tra spettatori e capienza dell’intera Serie B.

Secondo i dati stagionali pubblicati da Transfermarkt, il Südtirol ha registrato nel campionato 2025/26 una media di circa 3.870 spettatori a partita, per un totale superiore ai 69.000 ingressi complessivi durante la stagione. Considerando che la capienza attuale del Druso è di circa 5.500 posti dopo la ristrutturazione completata negli ultimi anni, significa che il livello medio di riempimento dello stadio si aggira attorno al 70-74%. Un dato che colloca Bolzano nella fascia alta della categoria per utilizzo reale dell’impianto. Certo, in tutto questo non si può non sottolineare che un ruolo lo giocano anche le presenze delle varie tifoserie ospiti. Rimane però qualcosa di molto positivo. Certo non il Maracanà ipotizzato metaforicamente oggi dal giornale Alto Adige (con un filo di esagerata retorica) ma sicuramente uno degli impianti più apprezzati della lega. 

Il confronto con altre piazze della Serie B aiuta a capire meglio il fenomeno. Palermo, per esempio supera regolarmente i 25.000 spettatori al Barbera, la Sampdoria viaggia oltre quota 20.000 a Marassi, Bari e Modena mantengono numeri molto superiori a quelli altoatesini in termini assoluti tra Braglia e San Nicola. Qui, però, entra in gioco la dimensione dello stadio. I circa 10.000 spettatori medi del Bari in una stagione non proprio positiva, ad esempio, all’interno di un San Nicola da quasi 60.000 posti producono una percezione molto diversa rispetto ai quasi 4.000 tifosi del Druso. Bolzano beneficia infatti di uno stadio adesso moderno, raccolto e compatto, dove anche numeri relativamente piccoli riescono a generare un buon impatto televisivo e ambientale. Certo non sufficiente per categorie superiori (ammesso che si abbia davvero l’ambizione tecnica ed economica di arrivarci). 

L’aspetto più significativo riguarda, poi, la crescita registrata negli ultimi anni. Fino a poco tempo fa, come noto, il Südtirol giocava in Serie C davanti a meno di mille persone di media. Nella stagione 2019/20 la media spettatori era addirittura inferiore ai 950 tifosi: pochissimi. Già nel 2021/22, anno della promozione, si era saliti a circa 1.350 presenze medie, ma il vero salto è arrivato con la Serie B e con il nuovo Druso: nel primo campionato cadetto il Südtirol aveva superato quota 4.400 spettatori di media (con risultati straordinari sul campo), stabilizzandosi poi negli anni successivi attorno ai 3.800-3.900. Giusto per capire anche cosa si gioca sabato la squadra nella sfida alla Juve Stabia.

Questi numeri ci dicono anche un’altra cosa. La città non ha ancora sviluppato un amore calcistico di massa paragonabile alle grandi piazze storiche italiane, ma il Südtirol è comunque riuscito a costruire una base stabile, coerente e sostenibile per la categoria. Una base che, però, ha ancora bisogno della categoria perché rimane un traino più forte dell’amore in sè per la squadra. Il Druso, però, non vive di grandi exploit occasionali, ma di una continuità che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Un dato molto incoraggiante per il futuro. In altre parole, il Südtirol forse non riempie stadi giganteschi, ma oggi riesce a riempire il suo stadio. Ma non può fermarsi o tornare indietro.

✍️ Alan Conti 







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