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Il sogno olimpico di Roma 2040: ecco i rivali e i rischi


Ormai sono usciti tutti allo scoperto, anche se aspettano prima di fare i primi passi ufficiali. Il ministro Andrea Abodi ha parlato per primo della possibilità che Roma si possa candidare alle Olimpiadi estive, senza specificare se per l’edizione del 2036 o quella della del 2040. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è stato più chiaro, parlando del 2040 ma con realismo e buon senso ha spiegato che “prima dobbiamo fare bene a Milano-Cortina, poi ne discuteremo”. Anche Giovanni Malagò è intervenuto sul tema. In una recente intervista a Repubblica ha detto: “Mi auguro che i rappresentanti del Paese vorranno ascoltare le mie idee sul punto. Per i Giochi del 2036 vedo 4-5 candidature più forti. Roma 2040 avrebbe più possibilità. Ma è prematuro parlarne adesso”. Malagò è più che concentrato su Milano-Cortina 2026, la cerimonia inaugurale del 6 febbraio è davvero vicina e i problemi ancora da risolvere non sono pochi. Inoltre Malagò preferisce tenere un profilo molto basso in questo periodo perché è candidato a un posto nel consiglio esecutivo del Cio (vedi Spy Calcio del 12 gennaio) e la decisione ormai è imminente. Malagò è già membro Cio, almeno sino al 2029, a livello individuale ma entrare nel cda gli darebbe ancora più potere e visibilità internazionale. Anche in prospettiva olimpica. Archiviati i Giochi di Milano-Cortina già quest’anno tutte la parti interessate dovranno quindi trovarsi per studiare un piano per l’eventuale candidatura di Roma (già scottata, come si sa…). Los Angeles è alla terza Olimpiade estiva, l’Italia sinora ha avuto solo Roma 1960. È molto indietro. La prima finestra utile, dopo LA28 e Brisbane 2032, è il 2036 ma ci sono troppi Paesi che si sono già fatti sotto. I governi di India e Qatar, per esempio, si sono già mossi con il Cio. Non si sa ancora i criteri che adotterà la presidente Kirsty Coventry: ha già detto che cambierà molte cose nelle assegnazioni olimpiche. Le scelta del Cio comunque stavolta dovrebbe essere fatta sette anni prima dell’evento (quindi nel 2029 per l’edizione 2036). Per il 2036 c’è un movimento, un interesse mai visto in passato. Il Qatar sarebbe un rivale fortissimo se si alleasse con Arabia e/o Emirati Arabi Uniti: questo il pensiero di Francesco Ricci Bitti, membro d’onore del Cio, dirigente stimatissimo da Bach prima e Coventry adesso. L’India è un colosso, il Paese più popolato al mondo e ha grosse risorse economiche: ma a livello sportivo ha una modesta organizzazione (solo sei medaglie a Parigi 2024) e ha forti problemi con il doping. Anche Turchia, Cile, Indonesia e Ungheria sembrano interessate ma non contano molto nello scacchiere sportivo mondiale. Solo Berlino potrebbe sbaragliare il campo: il Comitato olimpico tedesco prenderà una decisione già quest’anno (in corsa ci sarebbe anche Monaco). Per Berlino i Giochi del 2036 avrebbero un significato particolare, sarebbero quelli del Centenario dopo l’edizione del 1936, in pieno regime nazista. Per il 2040, dove “guarda” Roma, ancora poche mosse al momento, anche se qualche Paese è ancora in dubbio su quale edizione puntare. Ma se c’è davvero la volontà di farsi avanti vanno messi intorno ad un tavolo il governo, il Comune di Roma (nel 2027 si vota), il Coni e anche Malagò che potrebbe assumere un ruolo particolare in questa candidatura. Ma vanno fatte le cose per bene: il gran rifiuto di Roma 2024 pesa ancora.

Milano-Cortina, la pattinatrice Seniuk portabandiera di Israele

Due, al massimo tre, gli atleti di Israele che parteciperanno alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: la lista verrà decisa in questi giorni, il 26 gennaio si chiudono le iscrizioni. Ci sono stati problemi burocratici con i passaporti in Israele perché molti atleti non vivono nel Paese ma si allenano all’estero. Ora si sta cercando di risolverli per avere una benché minima delegazione. Tre gli atleti che sono ancora i ballo: la pattinatrice artistica Maria Seniuk, lo sciatore di fondo Attila Mihaly Kertesz e l’atleta di skeleton Jared Firestone. La Seniuk è stata scelta come portabandiera alla cerimonia di inaugurazione del 6 febbraio a San Siro. Previste eccezionali misure di sicurezza per la delegazione israeliana.

Tv olimpica con i droni e l’intelligenza artificiale

Grandi novità sulla copertura televisiva, radiofonica e digitale in diretta dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina. Le nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei droni, stanno trasformando lo storytelling nel broadcasting, nella creazione di contenuti e sulle piattaforme digitali. Se ne parlerà domani in un summit col Cio.


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