Il sindaco di Chiavari revoca la concessione del suolo pubblico all’ultradestra di Remigrazione

Chiavari. “Come sindaco intendo far rispettare la Costituzione, non verrà concesso nessuno spazio pubblico a chi non sottoscrive formalmente il rispetto e il riconoscimento dei valori democratici e antifascisti”. Così in una nota il sindaco di Chiavari, Federico Messutti, ha deciso di chiudere ogni apertura nei confronti del Comitato Remigrazione e Riconquista, formazione politica che unisce varie anime dell’ultradestra tra cui Casapound.
“Il Comitato Remigrazione e Riconquista a oggi non ha sottoscritto l’impegno – dice Messutti – su questo non ci possono essere ambiguità: l’autorizzazione è revocata. Chiavari è una città antifascista e non farà alcun passo indietro su questo. I valori della Costituzione non sono negoziabili: rappresentano un presidio fondamentale contro razzismo, xenofobia, violenza di genere, intolleranza religiosa e contro ogni forma di fascismo”.
Nelle ultime ore il Comitato Remigrazione e Riconquista aveva annunciato che domani, sabato 18 aprile, sarebbe stato a Chiavari per un’iniziativa in uno spazio pubblico, forte di un’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico rilasciata dagli uffici comunali il 9 aprile scorso, senza che fosse stata verificata la condizione posta dalla deliberazione del Consiglio Comunale di Chiavari del 2018, cioè il riconoscimento e il pieno rispetto dei valori costituzionali e dell’antifascismo da parte delle organizzazioni richiedenti.
Solo il 15 aprile – dopo le prese di posizione di Anpi e Cgil Tigullio – il Comune ha richiesto al comitato la firma di una dichiarazione di adesione a quei principi. Il comitato ha risposto con un comunicato in cui di fatto ne disconosce il valore, rivendicando di avere titolo sulla base dell’autorizzazione già ottenuta e annunciando che il presidio quindi si sarebbe tenuto comunque.
Di fronte a questo era arrivata, sempre nelle ultime ore, una lettera firmata dall’Anpi, da vari partiti di centrosinistra e sindacati Cgil e Uil. “Chiediamo pertanto al Sindaco Messuti di revocare senza indugio l’autorizzazione al presidio del Comitato Remigrazione e Riconquista di domani. Farlo è un atto di coerenza istituzionale”. Così è stato.




