«Il ricorso al Tar per l’ippodromo? Bando effettuato in piena regola»

CORRIDONIA «Oggi il Comitato corse ippiche contesta la legittimità dell’emissione del bando, essendo però perfettamente consapevole che l’avviso è stato fatto in piena regola e che come gestore non avrebbe potuto in alcun modo ripresentarsi a un nuovo bando, prova ne è che non l’ha fatto nemmeno in questa occasione». Il sindaco Giuliana Giampaoli interviene sulla questione dell’ippodromo dopo il ricorso al Tar presentato dai vecchi gestori della struttura.
I dettagli
Il Comitato corse ippiche ha infatti presentato un ricorso impugnando il bando dell’amministrazione comunale e il provvedimento di affidamento alla società Caroli Global service di Taranto. Giovedì scorso il ricorso è stato notificato sia al Comune sia alla società pugliese aggiudicatrice. Al centro della questione c’è la gara per l’affidamento della gestione dell’ippodromo disposta dal Comune in cui sarebbe stato messo a bando tutto l’ippodromo, sia i beni immobili (ristorante, tribune e box cavalli) sia i servizi e i beni mobili che sono stati realizzati o acquistati successivamente dal Comitato corse ippiche.
Per citarne alcuni la fibra, le attrezzature, i computer, le Tv in cui si vedono le corse, le telecamere per riprenderle, la sala regia e i trattori. Contestazioni che il sindaco rispedisce al mittente: «Sull’ippodromo assistiamo con enorme disappunto a un tentativo, anche piuttosto goffo, di affossare qualsiasi sforzo di mettere finalmente ordine in un rapporto che per anni si è retto sulla precisa volontà di non voler vedere gli enormi problemi che si sono ingigantiti nel tempo. Una gestione passata, quella del Comitato, prima gloriosa poi dignitosa, a cui va riconosciuta gratitudine, ma che nell’ultimo decennio è stata caratterizzata da una visione poco lungimirante, priva della capacità imprenditoriale oggi necessaria per garantire un futuro nel complicato e profondamente mutato panorama ippico nazionale.
Dal 2021 il Comitato si trovava nella condizione di essersi aggiudicato il bando ma di non aver mai firmato la convenzione, un limbo amministrativo incompatibile con la possibilità di gestire legittimamente un bene pubblico. Questa amministrazione si è attivata fin da inizio mandato per regolarizzare il rapporto, sollecitando la firma della convezione bloccata dal 2021 e contemporaneamente rilevando le gravi criticità presenti nell’impianto, anche con un confronto continuo con tutti i soggetti coinvolti, a partire dai tanti lavoratori del settore che hanno cercato il sostegno dell’amministrazione, fino al Ministero. E qui occorre una doverosa precisazione, nessun progetto è stato sottoposto all’attenzione dell’amministrazione. Alla pluricitata e ormai famosa proposta di partenariato da parte della società EliFarm (dell’imprenditore Maurizio Croceri, ndr) non è mai seguita nessuna ulteriore comunicazione, nemmeno dopo l’assenso da parte del Comune a esaminare la proposta, assenso trasmesso alla EliFarm a gennaio 2024. Il 2025 è iniziato con un impianto in degrado.
Una situazione grave e irreversibile di fronte alla quale il comitato, a ridosso dell’inizio della stagione, ha ritenuto di riconsegnare l’impianto al Comune. Grazie alla collaborazione con la nuova società Corri Ippo siamo riusciti a garantire la stagione, ridotta vero, ma esclusivamente per questioni di tempo, con un impianto riqualificato a passo di record e, soprattutto, nonostante le pretese avanzate da diversi creditori del Comitato».
Il nodo
Giampaoli torna poi sulla questione del ricorso al Tar: «Perché solo ad assegnazione avvenuta ad una società che ha un progetto imprenditoriale di rilancio per questo impianto comunale, il comitato eccepisce la legittimità dell’avviso, pur essendo stato fin da subito consapevole della necessità dell’emissione del nuovo bando e che entro il 30 novembre andava comunicato al Masaf il nome del nuovo aggiudicatario? Riteniamo che chi sta lavorando per minare ogni tentativo di rilancio dell’ippodromo Martini se ne debba assumere la responsabilità. Noi vogliamo un futuro di rilievo nel contesto nazionale per il nostro storico impianto».




