Veneto

il punto di vista di un elettore indeciso”. Lettere al giornale 

Gentile Direttore,

in vista delle elezioni comunali del 2026, da cittadino veneziano mi riconosco in una sensazione diffusa: l’intenzione di votare c’è, l’orientamento molto meno. Non per disinteresse, ma per una certa stanchezza verso formule, sigle e dibattiti che sembrano ripetersi a ogni tornata.

I temi sono noti e importanti: residenti, turismo, fragilità della città, futuro. Eppure spesso vengono affrontati più come parole chiave che come problemi complessi, mentre Venezia continua a vivere la sua quotidianità fatta di bellezza, difficoltà pratiche e un equilibrio sempre delicato.

Provando a immaginare il profilo ideale del futuro sindaco, penso a una figura che conosca Venezia come città abitata, non solo come simbolo. Qualcuno consapevole che qui le decisioni producono effetti lenti ma duraturi, e che governare significa soprattutto misura, continuità e attenzione al contesto.

Leggendo analisi e previsioni, mi è persino venuta l’idea di votare me stesso: non per ambizione, ma per la certezza di conoscere almeno i problemi quotidiani della città in cui vivo. È una provocazione, certo, ma forse racconta lo stato d’animo di molti elettori.

Resta la speranza che la campagna elettorale si concentri più sulla sostanza che sulle formule.

Porgo cordiali saluti.

Un cittadino veneziano


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