Emilia Romagna

Il piano che ridisegna Bologna e la famiglia che ha costruito un impero del food













Chi è riuscito in pochi anni a far volare il proprio business, poi il potere del credito, le scuole e le trasformazioni urbane. Così questa settimana siamo entrati nei luoghi e nei progetti capaci di influenzare il futuro di Bologna.

Partiamo da un tema che si incrocia con le temperature roventi di queste settimane, che generano isole di calore. Si tratta di una manifestazione microclimatica per cui le aree urbane registrano temperature significativamente più elevate (anche fino a 10 gradi in più) rispetto alle aree verdi. Il cemento o l’asfalto, infatti, trattengono calore nel corso della giornata per rilasciarlo di notte, mentre il suolo nudo e le piante favoriscono il raffreddamento. Per questo sempre più città, tra cui per esempio Parigi, hanno scelto di stravolgere il loro aspetto soprattutto attraverso la tecnica della depavimentazione. 

Bologna non resta alla finestra. C’è infatti un progetto in cantiere. Attraverso le voci della vicesindaca, di progettisti, ricercatori, associazioni, abbiamo provato a capire come modificherà i quartieri e anche perché il piano fa discutere. L’approfondimento è a cura di Sofia Centioni: Più alberi, meno cemento (e caldo): come cambieranno strade e piazze 

Mappa delle isole di calore a Bologna - Officine Scift

Voltiamo pagina per occuparci del business del food, sempre più caratterizzato dalla concentrazione del mercato nelle mani di poche grandi realtà. Dopo l’inchiesta sui ‘padroni del quadrilatero’, stavolta Sofia Nardacchione ci parla di un piccolo impero del settore creato nel giro di una manciata di anni. 

Parliamo di oltre 25 tra locali – tra bar, ristoranti, pasticcerie – dal 2010 ad oggi. Attività spesso in posizioni strategiche: dall’aeroporto Marconi, alla stazione centrale e la Fiera, fino ad arrivare a Zanarini: lo storico bar in piazza Galvani è solo l’ultimo acquisto del gruppo. Bilanci, acquisizioni e strategie raccontano la crescita della famiglia Chiari e da “La Vecchia Malga”, ma anche come stia cambiando il volto del commercio felsineo.
Da Zanarini al Marconi: l’impressionante espansione della Vecchia Malga 

Chi conta davvero sotto le torri? C’è un potere discreto, che raramente conquista le prime pagine ma continua a influenzare investimenti, sviluppo economico, università, cultura e perfino il mercato immobiliare. È il mondo del credito. 
Siamo entrati nelle stanze delle principali banche, delle fondazioni bancarie e delle assicurazioni per capire chi sono i manager che gestiscono miliardi di euro e quale ruolo ricoprono nell’economia del territorio. L’approfondimento è a cura di Benedetta Dalla Rovere: Chi sono i signori delle banche sotto le Torri

Restiamo nel mondo del lavoro, ma spostando lo sguardo su una professione spesso poco conosciuta. Per molti il consulente del lavoro è semplicemente colui che prepara le buste paga. In realtà oggi è uno dei principali punti di riferimento per imprese, cooperative, artigiani e professionisti: segue contratti, welfare aziendale, riorganizzazioni, crisi d’impresa e rapporti con i dipendenti. Una figura diventata sempre più strategica per il tessuto produttivo bolognese. 
Ci spiega perché Erika Bertossi, guidandoci anche attraverso alcune delle realtà più note all’ombra dei portici. Non solo buste paga. Chi sono i consulenti del lavoro più importanti di Bologna

Come inviare segnalazioni?
Scrivici a dossier@bolognatoday.it. Siamo sempre alla ricerca di idee, testimonianze e vicende che aiutino a raccontare Bologna e il suo territorio.

Chiudiamo con il mondo dell’istruzione. Dopo avervi raccontato dei timori intorno alla riforma dei tecnici (“con il rischio di trovarsi iscritti a una scuola che non esiste più”), stavolta affrontiamo un altro aspetto, che altrettanto però desta preoccupazioni. Negli ultimi anni, infatti, sempre più famiglie hanno scelto di iscrivere i figli negli istituti del centro, mentre molte scuole delle aree settentrionali registrano un progressivo calo di iscrizioni. Un fenomeno che va ben oltre la didattica e che apre interrogativi sul ruolo della scuola, sulla qualità dei servizi e sulle disuguaglianze tra quartieri.
Alberto Pedrielli prova a riflettere su come si possa ricucire questa frattura e trasformarla nell’occasione per costruire un nuovo patto educativo tra istituzioni, genitori e comunità. 
Come Bologna può ricucire lo strappo tra scuole di centro e di periferia 

Per questa settimana è tutto, ci rileggiamo il prossimo weekend. E nell’attesa? Qui trovate l’area Dossier, navigabile per canali; qui in basso qualche spunto di lettura:

Gli approfondimenti più letti dell’ultimo mese 

Quanto guadagna un primario a Bologna  

Errori medici, vite rovinate e risarcimenti: il costo della malasanità 

Ma quindi, cosa succede attorno all’area dell’ex Fico?

“Il carcere di Bologna è battezzato dalla ‘ndrangheta” 

Come Vannacci sta cambiando la geografia della destra a Bologna

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