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Il discorso di Trump: “L’America non sarà mai un Paese comunista”

“Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventerà mai un Paese comunista”. Sono le parole di Donald Trump, nel suo discorso per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza al Lincoln memorial. Un discorso atteso e rinviato di un paio d’ore visto il maltempo che si è abbattuto su Washington e fatto evacuare il National Mall. “Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi. “Non l’hanno toccato affatto. Non è stato facile, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con forza e cautela. Nel corso delle generazioni, gli americani hanno combattuto, versato sangue e dato la vita non solo per garantire” i diritti della Costituzione, “ma per estenderli a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo, perché siamo un unico popolo, un’unica famiglia. Lo avete dimostrato stasera, uniti sotto un’unica bandiera”.

La Dichiarazione d’Indipendenza “ci insegna che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”, una cosa “che un comunista non direbbe mai, questo è certo”, ha aggiunto Trump, strappando prima una risata e poi un applauso del pubblico.

Ha detto anche: “L’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo” e ha ricordato che “siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera e che i ‘diritti sanciti nella nostra Costituzione sono estesi a cittadini di ogni razza, religione, colore e credò.


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