Emilia Romagna

Il Pd ‘congela’ le divisioni e per la segreteria schiera il tandem Paradisi-Lenzini


Messe da parte (forse) correnti, malumori e spaccature, il Pd di Modena rilancia il suo percorso nel nome dell’unità e della solidità, cercando di fare sintesi tra anime diverse. Questa mattina, domenica 1 febbraio, la Federazione provinciale dem ha annunciato una nuova fase con la nomina della neo-segreteria capitanata da Massimo Paradisi (sindaco di Castelnuovo), la cui candidatura dovrà essere votata dall’assemblea entro una decina di giorni, e il vice Diego Lenzini. Si tratta di una scelta che, di fatto, cerca di mettere d’accordo due correnti interne, che nelle ultime settimane avevano provato a prevalere l’uno sull’altra: la prima a favore di Paradisi, con il sostegno di Stefano Vaccari, Luca Sabattini e Massimo Mezzetti, e l’altra vicina a Lenzini, capitanata da Gian Carlo Muzzarelli, Maria Costi e Fabio Braglia. Come spiegato alla presentazione di questa mattina, il tandem a ‘due teste’ Paradisi-Lenzini sarà di fatto un “ticket paritario”.
“L’obiettivo – sottolinea in una nota il Pd di Modena – è far sì che le scelte, politiche e organizzative, siano prese insieme, concentrando l’azione del Partito Democratico sui temi dirimenti per il territorio: dalla difesa della sanità e della scuola pubblica, alle sfide della mobilità e del trasporto pubblico locale, fino all’esigenza di dare risposte ai nuovi bisogni di welfare e di lavoro delle persone”.

“La decisione – prosegue la Federazione provinciale dem – giunge al termine di un ampio e articolato percorso di ascolto svolto dall’attuale segretaria da ottobre a dicembre nei 7 distretti della provincia e da confronti dei singoli circoli. Percorso dal quale è emersa la necessità di giungere il prima possibile alla proposta di una segreteria unitaria, alla formazione di una squadra politicamente rappresentativa e immediatamente operativa per affrontare le sfide del nostro territorio”.

La Federazione del Pd di Modena è chiamata, infatti, ad affrontare fin da subito sfide centrali per il futuro del territorio: i referendum del 21 e 22 marzo, le prossime elezioni amministrative del 2026 e non ultime le elezioni politiche del 2027.

“Ringrazio la comunità del Partito Democratico per la fiducia che mi ha accordato in questi sei mesi di lavoro – dichiara l’uscente Marika Menozzi –. Quella che mi è stata data si è rivelata un’occasione importante per conoscere più a fondo le esigenze, i problemi e i temi di tutti i territori della provincia. Un percorso che ha permesso di raggiungere l’obiettivo iniziale: consegnare una Federazione che sappia parlare attraverso una voce unica, tenere insieme le visioni dei segretari e degli amministratori locali e impegnarsi per il comune obiettivo di fornire risposte concrete e soluzioni alle cittadine e ai cittadini”.
 

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Chiede un partito coeso, nonostante le tante ‘anime’, Massimo Paradisi: “L’obiettivo comune, mio come segretario e di Diego come vicesegretario, è aprire una fase nuova della vita politica del Partito Democratico provinciale, fondata sulla condivisione, sul confronto, sul dialogo e su una vera gestione unitaria del partito. Le sfide che si pongono davanti sono molte e complesse e richiedono un salto di qualità nel modo di stare insieme e di lavorare. È necessario rispondere con serietà al richiamo che viene dagli iscritti e dalle iscritte: ricostruire quel senso di comunità e di appartenenza politica che rappresenta una condizione indispensabile per dare risposte efficaci ai bisogni delle nostre comunità. Solo attraverso un partito più coeso, aperto e capace di valorizzare il pluralismo sarà possibile rafforzare il ruolo del Partito Democratico nei territori e renderlo uno strumento realmente utile al servizio delle persone”.
 

Parla di nuovo corso il vicesegretario Lenzini: “Coraggio, comunità e radicamento. Il percorso che come squadra dovremo affrontare richiederà impegno, stare ancora di più fra le persone e nel territorio. Un nuovo corso che avrà bisogno di un nuovo spirito: con un Pd che sia forte, protagonista, radicato e perno di coalizioni plurali e unite. Siamo una provincia lunga e stretta e dobbiamo da un lato governare i processi, portando avanti politiche che siano coerenti in tutto il territorio (penso alla sanità e alla mobilità), dall’altro essere sempre in ascolto dei nostri iscritti e valorizzare nostri eletti ed amministratori, soprattutto coloro che fanno politica in territori dove attualmente non amministriamo e che hanno bisogno di una federazione che stia al loro fianco per sostenerli e tornare a vincere”.

 


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