Marche

«Il parroco annulla la manifestazione»

ASCOLI – La “Pastasciutta antifascista” diventa un caso. La manifestazione, organizzata da Collettivo Caciara, panificio L’Assalto ai Forni e Comitato provinciale Anpi, era in programma per il 26 luglio negli spazi, dietro la chiesa dei frati a Porta Maggiore, nella parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, ma l’evento è stato revocato. Sono gli organizzatori stessi a denunciare i fatti.

L’annullamento

«L’annullamento è dovuto a pressioni provenienti da alcuni membri della comunità parrocchiale, che hanno contestato la presenza della dicitura “Pastasciutta antifascista” sulla locandina, richiedendone inizialmente la rimozione e poi l’annullamento dell’evento stesso perché giudicato inopportuno in ambito ecclesiale».

La scelta ha suscitato reazioni critiche da parte del Collettivo Caciara, del panificio L’Assalto ai Forni e del Comitato provinciale Anpi Ascoli Piceno, che hanno ricordato come Ascoli sia una città decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’attività partigiana.

Per gli organizzatori «la cultura antifascista è parte integrante della memoria collettiva cittadina, presente nelle famiglie e nella toponomastica, e la partecipazione alla Pastasciutta antifascista è stata descritta come motivo d’orgoglio civico. È grave che l’antifascismo venga oggi considerato divisivo. L’antifascismo è invece un elemento fondativo della democrazia italiana».

Lo spostamento

La manifestazione alla fine si terrà ugualmente, nello stesso giorno, ma in altro luogo: nella parrocchia di San Marcello. «Avevo già ospitato la manifestazione lo scorso anno — spiega il parroco di San Marcello, don Daniele De Angelis — così come faccio regolarmente con molte altre realtà ed enti del territorio. Qui il Comune organizza la ludoteca comunale e anche i bersaglieri si ritrovano spesso per incontri e raduni. Molti mi chiedono ospitalità e io, nei limiti del possibile, cerco sempre di andare incontro ai bisogni delle persone e di accogliere tutti senza problemi».

Sulla vicenda interviene anche il vescovo Gianpiero Palmieri. «Antifascismo, libertà e democrazia – sottolinea il presule – sono valori costituzionali che non dovrebbero appartenere né alla destra né alla sinistra, ma essere patrimonio condiviso di tutto il Paese. La richiesta ai frati era stata presentata come una cena di beneficenza. Il parroco, un frate minore arrivato da circa un anno e originario del Kenya, non conosce a fondo la storia e il dibattito politico italiano. Quando poi ha sentito parlare di Pastasciutta antifascista ha pensato a un’iniziativa politica e ha reagito spontaneamente dicendo di lasciar perdere. Al di là di quello che possono aver detto alcuni parrocchiani, è stato lui stesso a indicare la soluzione alternativa».




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