Cultura

Il nuovo assaggio di Cornelius dal nuovo album è “Twisting & Glistening”

credit: Hideaki Hamada

Oggi Cornelius condivide un terzo brano dal suo prossimo album “REFRACTIONS”, in uscita il 19 agosto per la Eat Your Own Ears Recordings.

Da oltre tre decenni, il musicista, produttore e compositore giapponese Keigo Oyamada occupa uno spazio unico nella musica contemporanea, trasformando i suoni quotidiani in intricati sistemi ritmici e in paesaggi sonori coinvolgenti e cinematografici. “REFRACTIONS” prosegue questa traiettoria segnando al contempo un sottile ma importante spostamento verso l’esterno. Mentre i precedenti album di Cornelius tendevano spesso all’introspezione, questo nuovo lavoro prende forma in modo più esplicito attraverso la collaborazione e lo scambio.

Dopo i precedenti singoli “Yumenemi” e “Aeons”, che vede la partecipazione vocale di Sean Ono Lennon, oggi scopriamo un altro aspetto del mondo sonoro in continua evoluzione di Cornelius, che accelera il ritmo con un brano funk vivace e ballabile, intitolato “Twisting & Glistening”.

«Partendo dalla musica dance elettronica di intorno al 1985, ho sovrapposto accordi di tensione influenzati dal jazz, posizionando con cura ogni suono tenendo conto dello spazio e della gamma di frequenze», spiega Cornelius. «È un brano in cui ho rivisitato i suoni che amavo da adolescente, ma dal punto di vista della mia esperienza attuale. Non avevo mai provato davvero questo tipo di approccio prima d’ora e, una volta che ho iniziato a lavorarci, mi è sembrato inaspettatamente fresco. Anche gli accordi irrisolti sono venuti fuori in modo del tutto naturale. Quella sensazione di sospensione ha finito per collegarsi al senso del testo, che parla di qualcosa che scompare proprio mentre cerchi di afferrarlo. Specchi, riflessi, suoni, onde: esistono tutti, ma non si stabilizzano mai del tutto in una forma fissa. Quel tipo di percezione mutevole è al centro del brano».

Continua: «Gran parte del mio lavoro recente è stato più introspettivo, ma con quella sensazione di stagnazione nel mondo e l’intensità dei tempi che stiamo vivendo, mi sono ritrovato attratto anche da una musica che si apra un po’ di più verso l’esterno. Penso che quella sensazione si colleghi al ritmo di questo brano, al suo movimento verso l’esterno e alla sensazione di accordi che rimangono irrisolti.»


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