il Governo definisce le nuove regole
11 giugno 2026 – ore 11:30 – Se l’intelligenza artificiale è ormai una presenza costante nella vita di cittadini, imprese e istituzioni, allora la domanda non è più quando o se regolamentarla, ma come farlo. Per questo motivo, il Governo ha deciso di mettere nero su bianco le regole che ne disciplineranno lo sviluppo e l’utilizzo in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi volti ad adeguare l’ordinamento italiano al Regolamento UE 2024/1689, meglio conosciuto come AI Act: i provvedimenti, destinati a intervenire su diversi ambiti strategici, mirano a definire il quadro normativo nazionale in materia di intelligenza artificiale.
Il primo decreto disciplina la governance istituzionale dell’intelligenza artificiale. Il decreto attribuisce all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) il ruolo di autorità di notifica, e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) quello di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione Europea. Nel settore finanziario e assicurativo continueranno invece a operare le autorità di vigilanza specializzate, mentre il Garante per la protezione dei dati personali manterrà competenze specifiche sui sistemi di IA ad alto rischio individuati dall’AI Act. Il rispetto delle nuove regole sarà garantito da un sistema sanzionatorio particolarmente severo, con multe che potranno raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo in caso di violazioni più gravi.
Parallelamente, il Governo punta a incentivare l’innovazione attraverso uno “Spazio di sperimentazione italiano per l’IA”, che consentirà a imprese e startup di testare nuove soluzioni. Particolare attenzione viene inoltre riservata al mondo del lavoro: le decisioni relative ai rapporti di lavoro, ad esempio assunzioni, sanzioni e licenziamenti, non potranno essere affidate esclusivamente a sistemi automatizzati e dovranno sempre prevedere la supervisione umana. Ancora, il decreto introduce percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’intelligenza artificiale rivolti a studenti, docenti, professionisti e personale della pubblica amministrazione, sostenuti anche da specifici finanziamenti pubblici: in particolare, l’IA sarà progressivamente integrata nei programmi scolastici italiani, soprattutto nei licei, con un primo approccio al linguaggio dell’IA e al tema degli algoritmi già durante gli anni della scuola primaria. Per sostenere questa trasformazione, il MIM ha previsto investimenti per 300 milioni di euro destinati a docenti, didattica e formazione sui rischi legati all’IA.
Il secondo decreto affronta invece un tema particolarmente delicato, ovvero l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che il quadro normativo esclude scenari di monitoraggio alla “Grande Fratello”, garantendo che l’impiego degli strumenti di IA resti circoscritto a casi specifici e regolamentati. L’impiego di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale negli spazi pubblici sarà infatti consentito solo in circostanze eccezionali e con rigorose garanzie procedurali, tra cui l’autorizzazione preventiva dell’autorità giudiziaria. Viene inoltre vietata la creazione di banche dati di riconoscimento facciale mediante raccolta indiscriminata di immagini provenienti da internet o da sistemi di videosorveglianza. Il decreto introduce poi alcuni nuovi reati, rafforzando al tempo stesso le tutele per i soggetti danneggiati dall’uso dell’intelligenza artificiale.
Nel complesso, i due decreti rappresentano il primo tentativo organico di tradurre in norme concrete i principi dell’AI Act europeo, ponendo le basi del quadro normativo che guiderà lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Italia nei prossimi anni. Pur essendo ancora suscettibili di modifiche nel corso dell’iter parlamentare e prima dell’approvazione definitiva, i provvedimenti segnano un passaggio importante nella strategia nazionale sull’IA: l’obiettivo è bilanciare innovazione, tutela dei diritti e sicurezza in una trasformazione destinata ad avere un impatto diretto sui settori chiave della vita economica, sociale e istituzionale italiana.
Articolo di Benedetta Marchetti




