‘Il Diavolo veste Prada 2’, nel film uscito al cinema c’è anche un fotografo perugino ed interpreta se stesso

Da ragazzo leggeva “Il Diavolo veste Prada” immaginando New York, le sfilate, i backstage e quel mondo irraggiungibile fatto di moda e immagini. Poi il film visto sul grande schermo. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, il fotografo perugino Andrea Adriani si è ritrovato proprio dentro quel film. O quasi. Adriani, infatti, ha preso parte come fotografo di sfilate per l’agenzia Gorunaway, suo principale lavoro, ad alcune scene di ‘Il Diavolo veste Prada 2’, il sequel dell’iconico film tratto dal romanzo di Lauren Weisberger che ha segnato un’intera generazione di appassionati di moda. Un piccolo grande cerchio che si chiude per il professionista umbro, cresciuto a Perugia con una macchina fotografica in mano e il sogno di vivere il fashion system dall’interno.
Ma Adriani non è l’unico. È infatti il terzo umbro a finire dentro il film. Sofia Felicetti, studentessa universitaria di 22 anni originaria di Foligno, ha infatti lavorato come controfigura ufficiale dell’attrice Anne Hathaway (Andy Sachs), vista l’incredibile somiglianza. Ma c’è anche Brunello Cucinelli. Il fondatore della casa di moda di Solomeo realizza un cameo insieme a Meryl Streep tornata dopo 20 anni a interpretare Miranda Priestly, la direttrice della rivista di moda “Runaway”.
Cucinelli nel film interpreta ovviamente se stesso, così come del resto anche Adriani, che spiega ad Umbria24 come è finito sul set del film che aveva “inseguito” già da ragazzo: “È stata una sensazione quasi surreale. Ricordo perfettamente quando lessi il libro nei primi anni Duemila: ero un ragazzo di Perugia che sognava la moda e quel mondo mi sembrava lontanissimo. Non avrei mai immaginato che, dopo più di vent’anni, mi sarei ritrovato dentro una scena del sequel, con la macchina fotografica al collo, esattamente nel ruolo che sognavo e che non stavo interpretando”.
La sua partecipazione, infatti, è stata del tutto naturale, come spiega Adriani: “Per l’occasione mi hanno detto solo di fare quello che faccio di solito. Essere me stesso in passerella perché la scena dove sono presente è stata girata in un contesto vero durante la fashion week a Milano con la sfilata di Dolce & Gabbana. Come al solito, in quel momento specifico della sfilata sono infatti l’unico fotografo in scena. Sono stati 15 minuti di attesa lunghissimi, prima di alzarmi e andare verso Meryl Streep e Stanley Tucci per scattare le foto. È stato come entrare dentro un’immagine che avevo in testa da vent’anni”.
Per Adriani quindi non si è trattato soltanto di una comparsa cinematografica, ma del simbolo di un percorso costruito nel tempo: quello di un ragazzo di Perugia che, inseguendo una passione nata tra libri, riviste, foto e sogni di moda, si è ritrovato, letteralmente, dentro la storia che anni prima aveva soltanto immaginato.
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