Trentino Alto Adige/Suedtirol

Il debutto in Rai con Bonolis. «Oggi “lavoro” con i muscoli» – Bolzano



BOLZANO. Che fa la mattina? «Il bagno. Ma nel lago ghiacciato». Va a Monticolo, rompe qualche lastra e si butta dentro. Un paio di volte le anatre le sono salite in testa. Non come a Konrad Lorenz ma quasi: Karin Messner non studia il loro imprinting come l’etologo, semplicemente ci nuota insieme. Problemi? «Guardi, mezzo mondo non sa quanto bene faccia…». Una vita così, a toccare il brivido – non metaforico ma certificato dal termometro – dell’estremo e poi fare di tutto questo un lavoro. Ad esempio, il bodybuilding. Sport da donna? «E come no? Tonifica. Ma basta che sia natural». Intende non quello degli integratori che gonfiano i bicipiti come copertoni. Adesso le signore le aspetta in palestra: «I pesi sono una mano santa soprattutto per quelle in menopausa, riduce l’osteoporosi, e poi caccia l’ansia e lo stress». Certo, ha poco tempo libero.Iniziando da adolescente, quando era stata selezionata da Boncompagni e amici per “Non è la Rai”, programma di fitte scoperte di star precoci. Nata e vissuta – ma non troppo a lungo – a Bolzano e dintorni, ci è tornata da un po’ con due figli. Dopo aver cantato e, soprattutto, ballato. «Carla Fracci un giorno mi fece i complimenti» ricorda. Ma niente classica, meglio il ballo in tv. Dove da decenni le discoteche si sono trasferite tra miriadi di programmi. Karin, tuttavia, c’è stata in mezzo a questo mondo quando era un po’ più difficile.

Iniziando da dove?

Paolo Bonolis. Per due anni ho ballato nel suo gruppo a “Beato tra le donne”.


Capitato come?

Stavo a Rimini, in quel momento il programma si girava lì. Mi hanno visto e ingaggiato.


Lui?

Gentile. Una volta mi ha massaggiato i piedi. Ero così stanca dopo ora a ballare sotto il sole. Poi ancora tv.


Altri programmi?

Sono finita con Carlo Conti. In quell’anno trasmettevano “Su la mano”. Altre stancate davanti alle telecamere. Ma mi divertivo un mondo.


Com’era la riviera romagnola allora?

Da non stare mai ferma. Andavo a venivo da Riccione. Sono diventata amica di Valentino Rossi, anche lui una forza della natura. Mi faceva mangiare le angurie. Sono finita anche su Novella 2000.


Quella Novella?

La leggevano tutti. Un giorno mi chiamano: guarda che ci sei anche tu. Mi sono detta: probabile visto che si stava in discoteca fino alle sei di mattina.


Chi ci faceva su quella rivista di gossip lettissima?

Mi avevano definito l’ultima fiamma di Pantani


Era vero?

Ma no! In uno scatto sembrava che ci baciassimo ma era solo l’ inquadratura schiacciata. Si era in un locale e si chiacchierava. Non potevamo urlarci nelle orecchie. Ho provato a chiamare, a smentire, niente ormai tutti ci credevano. Qui si capisce che può accadere quando stai in quel mondo.


Stancata?

Non subito. Ogni giorno una sorpresa. Una volta mi hanno presentato un Gianluca. E io: scusi lei che fa? Era Pagliuca, il portiere della nazionale. Io di calcio non ho mai capito nulla. Poi, ad un certo punto, via a Parigi.


E lì?

Ballerina ma anche cantante. Mi esibivo per Floorfilla. Ad un certo punto l’organizzazione mi dice: su, fai anche musica. Mi sono specializzata del genere “anthem”. Certi brani sono finiti in testa alle classifiche europee. In Francia ci esibivamo davanti a trentamila persone. Da perdere la testa.


L’ha persa?

No. Avevo già una figlia, Nadine. E poi pensavo a trattarmi bene. Ho sempre avuto rispetto per il mio corpo, cibo, ginnastica, palestra. Indispensabile per il mio lavoro ma anche per la vita. Se rispetti te stessa, anche fisicamente intendo, le cose vanno bene. Puoi fare di tutto.


Ha fatto di tutto?

Per un po’ sì. Poi, soprattutto sport. Il bodybuilding mi ha insegnato la disciplina. Ma, ripeto, quello naturale. Che scolpisce e non gonfia e non ti costringe a riempirti di integratori.


Ha fatto gare?

Tante. Al mondiale femminile sono arrivata sesta. Di più a europei e italiani. Ma stare in quell’ambiente costa, in tutti i sensi. Intendo, anche economici. Gli uomini hanno ingaggi seri, noi del “natural” solo qualche rimborso spese, a volte neanche quello.


Quindi?

Adesso aiuto le persone a star bene con se stesse. La mia esperienza la riverso facendo fare sport a una clientela che va dai 15 ai 75 anni. Cerco di fare capire come lavorare sui muscoli aiuta anche a invecchiare bene senza perdere nulla di se stesse.


Una missione?

C’è chi sorride a ripeterlo. Ma è così: quando vedo gente stressata entrare nel mio studio e dopo un po’ uscire col sorriso e piena di energia positiva beh, mi dico, stai facendo bene a loro ma anche a te. I miei due figli sono d’accordo.





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