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Il Cio frena il sogno olimpico di Roma


Il sogno olimpico di Roma (in tandem con Napoli) per il 2036 o 2040 passa da Losanna. Ovvio: lì c’è la sede del Cio, e lì si vota, ma da lì si aspetta adesso il via libera per portare avanti la fase preliminare, la manifestazione d’interesse, che poi deve sfociare nella candidatura vera e propria. E al Cio per ora c’è malumore nei confronti dell’Italia, in attesa che venga finalmente chiusa la pratica di Milano-Cortina 2026 prima di coltivare il sogno di Roma. Non si sa ancora quali saranno i debiti dei Giochi invernali, si aspetta la chiusura del bilancio da parte della Fondazione olimpica (presidente Giovanni Malagò). Si dovrebbe trattare di cifre ingenti, centinaia di mllioni: e toccherebbe al governo, che si è fatto garante e alle Regioni pagare. Il Coni ad esempio aspetta una cifra consistente, 58 milioni: sono le royalties delle sponsorizzazioni. Il presidente Luciano Buonfiglio ha espresso, più volte, la sua stima nei ministri Giorgetti (che ha la cassa…) e Abodi, ma intanto il tempo passo e quei soldi non arrivano. Il 15 settembre è prevista una Giunta Coni e poi a fine anno il segretario generale, Carlo Mornati, dovrà pur chiudere il bilancio. Insomma, il Cio è ansia, ma il Coni ancora di più. Solo dopo il via libera da Losanna, Buonfiglio potrà iniziare i colloqui decisivi con il governo che deve dare la garanzie politiche e finanziarie: da stabilire anche se conviene puntare sul 2036, prima finestra utile dopo Brisbane 2032, oppure sul 2040.

Buonfiglio sa benissimo che può essere decisivo il gioco di squadra: l’appoggio del governo, appunto, ma anche la spinta degli Enti pubblici, di Sport e Salute che ha un ruolo sempre più importante e il peso dei dirigenti italiani in seno al Cio. Giovanni Malagò è membro Cio almeno sino al 2029, Federica Pellegrini è membro in quota atleti, Franco Carraro, Ivo Ferriani, Manuela Di Centa, Mario Pescante sono membri Cio onorari e Francesco Ricci Bitti è membro d’onore del Comitato olimpico internazionale. Carraro è ottimista ma anche realista su una candidatura di Roma (e Napoli), che, secondo la sua esperienza, potrebbe essere favorita rispetto ad eventuali altre candidature europee (vedi ad esempio la Germania) perché l’Italia ha avuto solo un’OIimpiade estiva, nel lontano 1960 (Roma appunto). Da tenere conto però la situazione geopolitica mondiale, estremamente complessa di questi tempi, e il fatto che si stanno affacciando nel mondo dello sport realtà nuove come India e Qatar (in attesa dell’Africa). Il “bid” di Roma 2024 fu bloccato, d’accordo, dal no dei 5 Stelle (Grillo, Raggi, eccetera) ma la popolazione della Capitale era abbastanza tiepida, se non contraria, ai Giochi olimpici. Ora, forse ci sarebbe un maggiore consenso fra i cittadini romani? Anche questo è un terreno che va esplorato. Non basta che Buonfiglio abbia avuto colloqui più che positivi con i governatori di Lazio e Campania e con i sindaci di Roma e Napoli. I Giochi estivi sono molto più complessi per tanti aspetti rispetto a quelli invernali. Per questo bisogna muoversi con buon senso. Ma bisogna muoversi: e per ora Roma è ferma.


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