il Centro storico resta fuori dalle vecchie postazioni
Nessun automatismo e nessun diritto acquisito a rioccupare le piazze del centro storico. Sulla collocazione delle bancarelle e sulla tutela dell’area monumentale di Roma la decisione finale spetta unicamente al Campidoglio.
A stabilirlo è stata la sezione staccata del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che, con un’articolata sentenza depositata il 2 ottobre, ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di commercianti ambulanti contro Roma Capitale.
La vicenda giudiziaria affonda le radici in un lungo contenzioso nato diverso tempo fà. Nel luglio del 2014 la Giunta capitolina aveva varato i nuovi criteri di riordino del commercio su area pubblica, predisponendo lo spostamento delle bancarelle dalle aree di maggior pregio storico e artistico verso postazioni alternative.
Una scelta strategica, attuata nel giugno 2015, orientata a salvaguardare il decoro e la fruibilità dei monumenti.
Dalle delocalizzazioni del 2014 al verdetto del Consiglio di Stato
Nonostante la pioggia di ricorsi avanzati dalle associazioni di categoria negli anni successivi, nel gennaio del 2020 il Consiglio di Stato aveva confermato in via definitiva la piena legittimità dei trasferimenti originari disposti dall’amministrazione.
Negli anni seguenti, tuttavia, il Comune aveva continuato a gestire la ricollocazione provvisoria dei banchi attraverso una serie di proroghe annuali.
Nel settembre del 2022 il Tar del Lazio aveva annullato tali determine di proroga. Un pronunciamento che non entrava nel merito delle scelte urbanistiche o commerciali, ma che evidenziava un difetto procedimentale legato al mancato coinvolgimento formale degli operatori durante la stesura degli atti.
La decisione del Tar: “Nessun rientro automatico nelle vecchie postazioni”
A fronte di quell’annullamento tecnico, diversi ambulanti avevano adito nuovamente le vie legali chiedendo l’ottemperanza della sentenza del 2022, convinti che la cancellazione delle proroghe concedesse loro il diritto di riposizionare i banchi nel cuore della città storica.
I giudici amministrativi hanno tuttavia spazzato via ogni dubbio. Nella sentenza del 2 ottobre il Tar ha chiarito che l’annullamento delle proroghe del 2022 non ha mai privato il Comune del suo potere discrezionale nell’organizzazione dei posteggi.
Con l’approvazione dei nuovi Piani del Commercio operativi in tutti i Municipi, la pianificazione delle aree pubbliche resta una prerogativa esclusiva dell’amministrazione capitolina.
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