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Il Canada risponde «dollaro su dollaro» ai dazi di Trump


I nuovi dazi sono stati concepiti per rispondere «esattamente» agli Stati Uniti e – ha fatto sapere il governo Carney – in modo da ridurre al minimo l’impatto su consumatori e imprese canadesi, pur colpendo gli Stati Uniti. I dazi al 50% riguarderanno alcuni settori chiave come acciaio, alluminio, arredamento e abbigliamento. Quelli al 25% interesseranno formaggi, elettrodomestici e alcuni prodotti ittici. Mentre i dazi al 15% colpiranno elettronica e utensili. Nel complesso le tariffe riguarderanno circa il 7,3% delle importazioni del Canada dagli Stati Uniti.

Gli analisti, tuttavia, avvertono del rischio di una nuova escalation fatta di ritorsioni reciproche. Il premier dell’Ontario Doug Ford ha criticato la minaccia di Trump sulle automobili, mandandolo «al diavolo» e minacciando a sua volta un sovrapprezzo sulle esportazioni di energia elettrica. In una fase precedente dello scontro, l’Ontario aveva imposto temporaneamente un sovrapprezzo del 25% sull’elettricità esportata verso tre Stati americani.

Trump ha reagito duramente contro Ford, minacciando conseguenze «molto peggiori». Il presidente Usa ha inoltre definito Carney «un governatore”, rilanciando quindi la sua provocatoria proposta di trasformare il Canada nel 51º Stato degli Stati Uniti.

A sottolineare ulteriormente l’ostilità, Trump ha dichiarato martedì di stare valutando la possibilità di rinominare il lago Ontario in “Lago America”, con una manovra ridicola del tutto simile a quella con la quale l’anno scorso il Golfo del Messico era diventato il “Golfo d’America”.

Gli ultimi dazi di Trump non esentano i prodotti coperti dall’accordo di libero scambio Usmca, tra Stati Uniti, Messico e Canada. Secondo le stime di Oxford Economics, portano il tasso effettivo medio dei dazi statunitensi sulle importazioni dal Canada dal 5,1% al 6,9%. A contribuire maggiormente all’aumento sono i dazi su materie plastiche, macchinari elettrici e prodotti in legno e carta.


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